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SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL CASTELLO A FIORANO

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 ACCESSIBILITA'  In chiesa si entra, c'è una discesa sulla destra che permette di accedere al sagrato, sperando che le macchine non ci parcheggino davanti.  Per arrivare davanti all'immagine miracolosa invece c'è un passaggio con solo scale.  COSA C'E' DA VEDERE Allora, qui abbiamo un imponente santuario barocco, che è stato commissionato dal duca Francesco I d'Este... ma il castello dov'è? Si trovava proprio nel luogo dove oggi sorge la chiesa e ormai non ne rimane più che un unico elemento.  Ovvero l'affresco della Madonna con Bambino , che si trovava sulla porta d'ingresso dell'antica fortezza ed al quale gli abitanti di Fiorano hanno attribuito numerosi eventi miracolosi. Questa volta però non si tratta di guarigioni, ma di protezione da assalti, incendi ed epidemie. Ora qui ci si potrebbe chiedere cosa ci sia di così portentoso, dopotutto un maniero in pietra ben difeso e costruito su una collina non è facile da conquistare e tanto meno ...

VILLA COCCAPANI A FIORANO MODENESE

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 ACCESSIBILITA'  La villa è privata, io l'ho visitata grazie alle Giornate Fai. A volte viene usata per eventi. La villa è quasi completamente inaccessibile, ci sono scalini e scale ovunque.  COSA C'E' DA VEDERE La villa da fuori ha perso quasi completamente le sue decorazioni, mentre la facciata superiore è stata ricoperta dalle piante. All'interno si conservano dei bei dipinti neoclassici. Sorgendo sul fianco di una collina la villa ha una particolarità: il giardino davanti si trova al livello del pianterreno, mentre il giardino sul reto è al livello del primo piano. questo è uno scorcio del giardino sul retro che è un giardino all'inglese; ovvero un parco con le piante disposte in modo da imitare un bosco in maniera apparentemente casuale, ma non fatevi ingannare anche i giardini all'inglese vengono progettati nei minimi dettagli. 

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA A PIEVE DI CORIANO

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 ACCESSIBILITA'  La chiesetta è accessibile. COSA C'E' DA VEDERE Come molte chiese romaniche della zona anche questa secondo la leggenda venne costruita per volere di Matilde di Canossa verso il 1082; in questo caso però i documenti medioevali smentiscono la tradizione: la presenza di una chiesa è citata qui almeno dal 980. Ma Matilde e la sua famiglia ci avevano preso gusto ad edificare chiese ed abbazie? Si, ma non solo per devozione, c'erano motivi molto più pratici. Provate ad immaginarvi la vita qui a cavallo dell'anno 1000, una distesa di terre più o meno coltivate con case coloniche e minuscoli villaggi di contadini. In questo contesto quale poteva essere l'unico punto di riferimento e di aggregazione degli abitanti: soltanto la chiesa parrocchiale. Inoltre per amministrare le terre e calcolare tasse bisognava sapere quante persone vivevano nei dintorni e allora non esisteva l'anagrafe, gli unici che tenevano dei registri erano i parroci che segnando ...

CHIESA DI SAN FIORENTINO DI NUVOLATO (fraz. di QUISTELLO)

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 ACCESSIBILITA'  La porta principale ha due scalini.  Ci sarebbe una rampa che porta all'ingresso laterale, il problema è che la porta dall'esterno non si apre, forse è apribile dall'interno, ma non so se ci sia l'allarme. COSA C'E' DA VEDERE Come si intuisce guardando la facciata attuale solo la parte centrale della chiesa risale all'epoca di Matilde di Canossa, la prima menzione della struttura in un documento storico risale al 1059. Anche se non è detto che nel Medioevo i contadini della zona vedessero esattamente una chiesa con questo aspetto. L'attuale facciata in mattoni è stata pesantemente rimaneggiata nel 1975, dunque l'aspetto attuale è compatibile con quello di una chiesa romanica dell'XI secolo, ma non per forza corrisponde all'originale.  All'interno l'abside centrale è la parte che ha subito meno modifiche, conserva infatti ancora una parte degli affreschi che risalgono al XV e XVI secolo. Nella grande mandorla in al...

REVERE

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 ACCESSIBILITÀ  Il paese si gira bene.  Fate solo attenzione nel salire sull'argine per raggiungere il mulino natante perché l'unico passaggio senza scale è la strada, dove ovviamente passano le macchine.  COSA C'È DA VEDERE  Proprio di fronte al castello si erge la torre campanaria. Quando infatti venne costruita, la prima fortezza era accompagnata da una serie di fortificazioni, tra cui numerose torri e forse ulteriori mura, per garantire una miglior difesa. Nella metà del XVIII secolo venne aggiunta la cella campanaria.  In paese troviamo l'orologio che scandiva le ore per regolare la vita quotidiana. Infine sul Po è stato ricostruito un mulino natante. Stando a quanto ci hanno detto al museo fino a poco tempo fa lo si poteva raggiungere e c'era un meccanico per far girare le pale; purtroppo però adesso il mulino è rotto e chissà quando verrà riparato. 

CHESA DELL'ANNUNCIAZIONE DELLA BEATA VERGINE A REVERE

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 ACCESSIBILITÀ  La chiesa è accessibile.  COSA C'È DA VEDERE  Sicuramente questa chiesa ha più di una caratteristica inaspettata, soprattutto considerando che siamo in un paesino lungo il Po e non in un centro urbano importante. Cominciamo proprio dalla forma della facciata che è convessa. Effettivamente l'edificio venne ristrutturato nella seconda metà del Settecento, quando andava di moda lo stile rococò che tendenzialmente preferisce linee curve.                                            L'interno è un vero trionfo di affreschi, non c'è un solo centimetro libero dal soffitto alle colonne che delimitano le cappelle laterali, perfino nello spazio tra gli archi e l'architrave su cui poggia la volta troviamo delle scene bibliche.  Apparentemente il presbiterio sembrerebbe ricoperto di marmi, ma qui è improbabile che il marmo sia vero, con ogni probabilit...

MUSEO DEL PO A REVERE

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 ACCESSIBILITA'  Il museo è accessibile, c'è soltanto un piccolo scalino all'ingresso ed un altro sulla porta che conduce all'ascensore. Il bagno disabili era pulito.  COSA C'E' DA VEDERE Il museo è ospitato all'interno del Palazzo Ducale di Revere. Nato come fortezza nel 1123, venne trasformato in residenza signorile dall'architetto Luca Fancelli su commissione di Ludovico II Gonzaga. L'edificio originale doveva essere decorato anche all'esterno; lo sappiamo da questo muro qui che in origine era esterno, ma durante dei lavori di ampliamento si è ritrovato all'interno di una stanza. Per questo il fregio medioevale si è salvato. Nelle stanze interne troverete altre tracce di affreschi purtroppo estremamente rovinate. Quando la famiglia Gonzaga si estinse nel '700 il Ducato di Mantova passò in mano agli Asburgo, che trasformarono il castello in una caserma; il secondo ed il terzo piano vennero ricavati tagliando in due i saloni di rappresen...