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CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA A MONZA

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 ACCESSIBILITA'  La chiesa è accessibile.  COSA C'E' DA VEDERE  La chiesetta venne originariamente edificata dalle sorelle benedettine a ridosso dell'antico castello visconteo oggi completamente distrutto. Le monache benedettine sono monache di clausura dette anche Sacramentine, in quanto Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento; per questo la chiesetta è conosciuta anche come Chiesa delle Sacramentine. Malgrado sia stata riedificata nel '600, la facciata ha un aspetto molto sobrio.                                          L'interno è stato nuovamente rifatto nel corso dell'800, quando tanto per cambiare le monache tornarono ad occupare il convento dopo la parentesi napoleonica e si dovettero restaurare gli edifici. Pur essendo ricca di stucchi dorati, la decorazione interna appartiene decisamente allo stile neoclassico in voga nell'Ottocento e non al barocco. ...

CHIESA DI SANTA MARIA IN STRADA A MONZA

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 ACCESSIBILITA'  La chiesa ha un gradino.  COSA C'E' DA VEDERE  La chiesetta nasce nel '300 come oratorio e come tale l'interno è costituito da una navata unica. Il nome non deriva dal fatto che si trovi sulla via principale, piuttosto da una delle contrade che suddividevano la città medioevale: la contrada appunto "di Strada" (la quale a sua volta prendeva comunque il nome dalla via principale, probabilmente l'unica lastricata della città). Guardando di lato si nota che la parte superiore della facciata è a vento: che in storia dell'arte significa che è più alta del tetto retrostante.  Sebbene la facciata appaia medioevale, risale in realtà al 1870, quando, dopo l'abbandono del periodo napoleonico e il suo uso come scuola, l'architetto Carlo Maciachini ricevette l'incarico di restaurare l'edificio per riaprirlo al culto. Maciachini dunque restaurò molte decorazioni della facciata, finì il campanile e probabilmente per dare alla chi...

VILLA REALE DI MONZA

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 ACCESSIBILITÀ  Il percorso è accessibile. Il bagno disabili si trova al piano terra ed era pulito.  Sul sito non c'è scritto, ma si può visitare la villa solo con visita guidata e a determinati orari, quindi se non si vogliono avere brutte sorprese è consigliabile prenotare.  COSA C'È DA VEDERE  La villa venne costruita nel '700 per volere del governatore della Lombardia, l'Arciduca Ferdinando d'Asburgo, il progetto venne affidato all'architetto Piermarini.                                            La pianta interna è veramente unica per una villa di quell'epoca: ha un corridoio su cui si affacciano le varie stanze destinate ai membri della corte. Se ci pensate di solito i palazzi non hanno corridoi e tutti per raggiungere la propria camera dovevano passare in quelle degli altri, questa soluzione garantiva un po' di privacy. Visto poi che siamo a Monza...

GIARDINI REALI A MONZA

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 ACCESSIBILITÀ  I giardini sono abbastanza accessibili, ma hanno dei punti critici.  Innanzitutto soprattutto intorno alla villa c'è un po' di ghiaia, ci sono alcune salite e discese e alcuni sentieri sconnessi.  I giardini sono collegati ad un parco più ampio, ma alcune uscite segnate sulla mappa sono chiuse.  I bagni sono quelli della Villa Reale.  COSA C'È DA VEDERE                                            Nell'area più vicina alla villa si trovano alcuni edifici, le mura neogotiche e la torretta vennero entrambi costruiti nel corso dell'Ottocento seguendo il gusto romantico di costruire rovine o edifici ispirati al passato. Di solito si voleva ricordare un passato glorioso, spesso intrecciato a leggende o episodi storici più o meno romanzati.  Poco più antico e progettato dallo stesso architetto della villa, Giuseppe Piermarini, è il temp...

MUSEI CIVICI DI MONZA

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 ACCESSIBILITA'  Il museo è accessibile.  COSA C'E' DA VEDERE  Si parte con alcuni reperti archeologici, questo recipiente di bronzo è uno staio, ovvero un recipiente per misurare le granaglie. Poteva servire per far pagare delle tasse in natura ai contadini, oppure essendo stato di proprietà della congregazione di Carità il suo uso potrebbe essere stato l'esatto opposto, misurare la quantità di grano o cereali da donare alle famiglie povere. L'usanza di dare gratuitamente a determinate famiglie bisognose una certa quantità di grano ogni mese era in uso già nell'antica Roma, essendo il pane la base dell'alimentazione di fatto l'equivalente dei buoni pasto odierni.  Il museo è principalmente una pinacoteca con quadri che vanno dall'Ottocento ai giorni nostri. Questo dipinto di Giuseppe Molteni rappresenta la famosissima Monaca di Monza  dei Promessi Sposi  di Manzoni. Ovviamente è un ritratto di fantasia, la giovane principessina Gertrude del romanzo ...

MUSEO DEL DUOMO DI MONZA

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 ACCESSIBILITA'  Solo uno dei due piani del museo è accessibile e purtroppo i reperti più interessanti si trovano in quello non raggiunto dall'ascensore. Il bagno disabili era ben attrezzato.  COSA C'E' DA VEDERE                      Il museo conserva numerose testimonianze del legame tra Monza e la Regina Teodolinda. Per la maggior parte si tratta di oggetti preziosi donati alla chiesa. Cominciamo con la legatura di un Evangeliario, in parole povere queste due tavole erano le copertine di una Bibbia; c'è poi una corona, un po' meno misteriosa della Corona Ferrea, chissà che questa non sia stata effettivamente indossata dalla regina. La croce è invece detta Croce di Agilulfo perché donata dal secondo marito di Teodolinda.  Più antico è invece il Dittico di Stilicone, si tratta di due tavole in avorio unite con una cerniera con l'interno in legno, in modo da poter essere ricoperto di cera e usato per scrivere. Ver...

CAPPELLA DI TEODOLINDA DEL DUOMO DI MONZA

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 ACCESSIBILITA'  La cappella è visitabile soltanto con visita guidata, per accedere con una sedia a rotelle bisogna avvertire in anticipo perché montino la pedana. COSA C'E' DA VEDERE La Cappella di Teodolinda si trova nel transetto sinistro del duomo e venne affrescata nel '400 dagli Zavattari su commissione del Duca di Milano Filippo Maria Visconti. Lo straordinario ciclo pittorico racconta la storia di Teodolinda, da quando venne scelta come sposa dal re longobardo Autari alla morte e sepoltura nel Duomo di Monza. Ma questo ciclo non è solo un omaggio all'importante regina, quanto un manifesto politico. Teodolinda infatti dopo appena un anno dalle nozze con Autari rimase vedova senza aver generato un erede, i nobili longobardi allora le permisero di scegliersi un nuovo marito che sarebbe diventato il loro re, Teodolinda scelse il Duca Agilulfo. Il punto è che in questa vicenda la corona passò da un sovrano all'altro per tramite di una donna (ricordatevi che s...