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MUSEO DELLA CITTA' LUIGI TONINI A RIMINI

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ACCESSIBILITA'  Il museo è accessibile, bisogna solo farsi aprire l'entrata carraia.  Il bagno era pulito.  COSA C'E' DA VEDERE  Visto che nel post precedente vi ho parlato della Domus del chirurgo, cominciamo da lei, anche perché il museo le ha dedicato una bella sezione. Questo plastico tanto per cominciare è l'ipotetica ricostruzione del piano terra della casa, che probabilmente aveva anche un primo piano, dove viveva il medico.     Ma ad essere state ricostruite, questa volta a grandezza naturale, sono anche i due ambienti che costituivano l'ambulatorio, grazie anche all'incendio che ha distrutto la casa e che ci ha lasciato tracce carbonizzate dei mobili. Ecco dunque l'ambulatorio e la stanza per il ricovero dei pazienti. Essendo così piccola poteva starci un solo paziente alla volta, ecco perché si pensa che venisse usata giusto per ricoverare determinati pazienti durante il giorno. Nell'ambulatorio si notano anche dei grandi mortai in pietra, ...

DOMUS DEL CHIRURGO A RIMINI

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ACCESSIBILITA'  Il complesso è accessibile ed è al coperto, quindi non ci sono problemi in caso di maltempo. Non ci sono i bagni, ma il Museo Tonini è letteralmente dall'altra parte della strada.  COSA C'E' DA VEDERE  Il complesso è venuto alla luce nel 1999 durante i lavori per il rifacimento di piazza Ferrari e lo si potrebbe dividere in due aree. La prima e più famosa è quella occupata da una grande domus, distrutta da un incendio nella seconda metà del II sec. d.C. La casa si componeva di un corridoio che dava accesso ad alcune stanze e di un piano superiore, oggi completamente scomparso. Il ritrovamento di oggetti e resti di arredi ha permesso di scoprire che questa dimora apparteneva ad un medico ed una parte, munita di ingresso indipendente, era adibita ad ambulatorio.  L'ambulatorio del medico si componeva di due stanze: questa con un mosaico che rappresenta Orfeo che suona la cetra così bene da ammansire anche gli animali feroci, era lo studio vero e propri...

CHIESA SANT'AGOSTINO A RIMINI

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 ACCESSIBILITA'  L'ingresso principale ha quattro scalini. L'ingresso disabili si trova sul retro, ma bisogna che qualcuno entri in chiesa e trovi l'addetto per farsi aprire.  Per arrivare agli affreschi medioevali c'è una porta abbastanza stretta.  COSA C'E' DA VEDERE  La chiesa venne fondata nel '200 dagli Eremitani, che in linea con gli ideali di povertà degli ordini mendicanti, vollero una semplice facciata di mattoni a vista. Una curiosità prima di entrare; la chiesa in origine era dedicata a San Giovanni, ma presto assunse il nome di Sant'Agostino, perché lui è il fondatore dell'ordine degli Eremitani.  L'interno venne completamente rifatto nel XVIII sec. in stile barocco e la chiesa si ritrovò imbiancata e ricoperta di stucchi.  Il gusto per la teatralità del barocco si riflette in alcune decorazioni, come questo tendaggio che sembra scoprire la pala d'altare.  Ma questa chiesa nasconde una sorpresa. Nel 1916 un terremoto fece stac...

TEMPIO MALATESTIANO A RIMINI

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 ACCESSIBILITA'  L'ingresso disabili è un po' nascosto ma c'è. Bisogna passare dal cortile della curia, che si trova sul lato sinistro della chiesa.  COSA C'E' DA VEDERE  Ormai potrei farne un mantra: questa chiesa è palesemente incompiuta. Qui però almeno per una volta il problema principale non fu la mancanza di fondi, ma la politica. La Cattedrale di Santa Colomba (questo il suo nome ufficiale), fu voluta dal signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta, che però nel 1460 entrò in contrasto con il papa Pio II e finì scomunicato, perdendo gran parte dei suoi territori; di conseguenza i lavori per la chiesa vennero interrotti. A progettare l'esterno era stato Leon Battista Alberti, che ideò un rivestimento di marmo per lasciare intatta la chiesa precedente.                                            L'interno invece venne progettato e decorato da Matteo d...

EX CHIESA DI SAN PAOLO A MODENA

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 ACCESSIBILITA'  La chiesa e i cortili accanto a lei sono accessibili, solo per entrare nella parte posteriore della chiesa c'è una salita parecchio ripida.  Nela parte sinistra della chiesa c'è anche il bagno disabili.  COSA C'E' DA VEDERE La chiesa originale venne costruita prima del XII secolo, ma lei ed il convento adiacente subirono continue modifiche fino quasi ai giorni nostri.  La chiesa oggi è sconsacrata ed all'interno sono rimaste appena le decorazioni murali in stucco (che non si potevano asportare), ma la sua particolarità è un'altra: da fuori la chiesa sembra abbastanza lunga, ma quando si entra ci si ritrova in uno spazio che è a momenti poco più grande di quello di una chiesetta di campagna. Perché è così piccola?  La verità è che dietro questa parete si nasconde praticamente un'altra chiesa. Questo monastero infatti appartenne dal 1491 alle Monache agostiniane di Santa Maria della Misericordia, che come la maggior parte degli ordini femm...

TORINO

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 ACCESSIBILITA'  La città è abbastanza pianeggiante, anche se andando verso il Po le strade sono leggermente in discesa. I portici in generale non hanno molte barriere architettoniche.  COSA C'E' DA VEDERE A pochi passi dal duomo si può ancora vedere una delle porte di accesso alla città romana di Augusta Taurinorum , ovvero il primo nucleo della futura Torino: la Porta Palatina. Eccezionale il fatto che conservi ancora delle torri alte più di trenta metri pur avendo duemila anni, ma qui c'è un piccolo trucco. Questa porta venne costruita nel I secolo a.C., ma continuò a svolgere il suo ruolo fino al XVIII secolo, dunque la struttura non venne rimaneggiata più di tanto a parte l'aggiunta dei merli sulle torri e la chiusura di alcuni varchi. I guai per lei arrivarono con Vittorio Amedeo II, che nel riorganizzare la pianta di Torino spostò l'ingresso e pensò anche di farla abbattere, fortunatamente l'ingegnere Antonio Bertola convinse il duca a conservare la p...

PALAZZO BAROLO A TORINO

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 ACCESSIBILITA'  L'ingresso delle carrozze è accessibile.  Durante la visita si trova un solo gradino per accedere alla terrazza. Il palazzo è visitabile solo con visita guidata e oltre alle visite durante il giorno ne organizza anche alcune a lume di candela. Il bagno era pulito. COSA C'E' DA VEDERE  Il palazzo venne costruito sul finire del '600 per volere del conte Ottavio Provana di Druent, ma già nel 1743 il palazzo è di proprietà dei Marchesi Falletti di Barolo (l'unica figlia di Provana era stata data in sposa al marchese di Barolo).  Il primo architetto a mettere mano al palazzo è Gian Francesco Baroncelli, che posiziona lo scalone monumentale esattamente al centro del palazzo davanti all'ingresso, contrariamente alla consuetudine seicentesca che di solito lo preferiva su un lato.                      Gli interni vennero più volte rimaneggiati da vari membri della casata, per adattarli alla moda del ...