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MOSTRE "CARTIER E IL MITO" E "ANTICHE CIVILTA' DEL TURKMENISTAN" AI MUSEI CAPITOLINI DI ROMA

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 ACCESSIBILITA' Entrambe le mostre sono accessibili.  LA MOSTRA "CARTIER E IL MITO" La mostra sarà presente fino al 15 marzo ed espone dei gioielli veramente mozzafiato, come questa tiara, realizzata su commissione all'inizio del '900.  Questa spilla è composta da un micromosaico, intitolato Le colombe di Plinio , realizzato all'inizio dell'800. Non voglio immaginare quale lavoro di precisione ci sia dietro questo disegno che a me ha ricordato molto i mosaici paleocristiani che si vedono a Ravenna. Questi oggetti non sono preziosissimi solo per il valore dei loro materiali, ma anche per lo straordinario lavoro artigianale necessario per realizzarli.  Dalla Maison Cartier non sono usciti solo gioielli da fiaba, ma anche oggetti di uso pratico, sempre comunque realizzati in materiali preziosi, come questo orologio con calendario più o meno contemporaneo della tiara.  LA MOSTRA "ANTICHE CIVILTA' DEL TURKMENISTAN"  La mostra racconta delle antich...

MUSEI CAPITOLINI A ROMA

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 ACCESSIBILITA' La buona notizia è che, una volta entrati, il museo è perfettamente attrezzato con ascensori per arrivare in tutte le sale; quella cattiva è che si trova sul Campidoglio, dunque è necessario percorrere una bella salita per raggiungere l'ingresso. Tra l'altro, davanti al palazzo ci sono degli scalini per arrivare all'ingresso e poi alla biglietteria. Anche per accedere alla biglietteria ci sono dei gradini, mentre l'ingresso è accessibile.  Il guardaroba dove lasciare borse e zaini non è assolutamente accessibile, quindi il consiglio che darei è di andare a visitare il museo con un accompagnatore.  Una volta all'interno bisogna fare un percorso un po' labirintico per riuscire a visitare l'intero museo. Più che altro bisogna sperare che non ci siano ascensori fuori uso, altrimenti si rischia di dover completamente saltare delle parti del museo.  All'interno è presente anche la caffetteria, che incredibilmente non consiste in una coppia ...

MOSTRA "BERNINI E I BARBERINI" A PALAZZO BARBERINI A ROMA

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 ACCESSIBILITA'  La mostra non ha problemi di accessibilità.  Lungo il percorso c'è il bagno disabili, bisogna solo sperare che non lo occupino i visitatori che non ne avrebbero bisogno.  COSA C'E' DA VEDERE                                          La mostra racconta un po' la storia della formazione di Gian Lorenzo Bernini nella bottega del padre, Pietro, e poi il suo rapporto con Maffeo Barberini, poi eletto pontefice con il nome di Urbano VIII. Ma andiamo con ordine e scopriamo alcune delle prime statue realizzate dal grande scultore. Sicuramente una delle più belle presenti alla mostra è San Sebastiano , che colpisce soprattutto per la posa estremamente naturale in cui è rappresentato il santo ormai esanime. Le statue delle Quattro Stagioni , in questo caso l'inverno riconoscibile dal fatto che si copra per via del freddo, sono invece molto probabilmente opera...

INCROCIO DELLE QUATTRO FONTANE A ROMA

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 ACCESSIBILITA'  La zona ha delle vie un po' in pendenza, ma non ci sono troppi problemi ad arrivarci.  COSA C'E' DA VEDERE Si tratta dell'incrocio tra Via delle Quattro Fontane e Via XX Settembre, dove sul finire del '500 papa Sisto V ( evidentemente aveva un debole per le fontane, visto che fece realizzare anche quella del Mosè), fece posizionare appunto quattro fontane, alimentate dall'Acquedotto Felice, appena restaurato.  Le statue provenivano da un ninfeo di Settimio Severo, demolito per ricavarne materiale edilizio per i vari progetti del pontefice. Per quanto riguarda l'identificazione dei personaggi, trattandosi di sculture provenienti da un ninfeo antico ormai distrutto e poi riposizionate fuori dal loro contesto originario forse dopo essere state in parte rimaneggiate il condizionale è d'obbligo. Comunque le due statue femminili rappresentano probabilmente due dee, Diana con il cane e Giunone con il pavone, mentre le due statue maschili so...

CHIESA DI SAN BERNARDO ALLE TERME A ROMA

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 ACCESSIBILITÀ  La chiesa ha due scalini.  COSA C'È DA VEDERE  Originale una chiesa perfettamente tonda. Ma a quali terme allude il nome? Non siamo un po' lontano dalle Terme di Diocleziano? Ebbene non abbastanza, la Contessa Caterina Sforza Cesarini fece edificare la chiesa sulle fondamenta di una delle quattro torri che si trovavano agli angoli del muro di cinta del complesso termale.  E visto che la struttura era tonda la contessa fece costruire una chiesa che somigliasse al Pantheon. Ecco dunque una cupola a cassettoni con un grande oculo centrale, che però in questo caso è chiuso da una lanterna.  Per essere seicentesca la chiesa ha una decorazione incredibilmente sobria, ad eccezione di alcune pale d'altare aggiunte nel '700, i muri sono bianchi. A decorarli otto nicchie che ospitano statue di santi realizzate in stucco da Camillo Mariani e alte più di tre metri. Riconoscibile dalla ruota dentata qui troviamo Santa Caterina d'Alessandria. 

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA VITTORIA A ROMA

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 ACCESSIBILITA' La chiesa davanti ha praticamente una scalinata. COSA C' È DA VEDERE La chiesa venne progettata dall'architetto Carlo Maderno, ma non la facciata che è invece opera di Giovanni Battista Soria. In origine la chiesa era dedicata a San Paolo, finché nel 1620 a Praga avvenne una battaglia tra cattolici e protestanti; secondo la leggenda al culmine dello scontro il cappellano dell'esercito cattolico arrivò sul campo portando un'immagine della Madonna col Bambino, dalla quale scaturirono raggi di luce che abbagliarono i protestanti, costringendoli alla fuga. Da qui il nome.                                          L'interno è uno dei massimi esempi del barocco romano, quando si decise infatti di collocare proprio in questa chiesa l'immagine della Madonna che aveva garantito la vittoria dei cattolici arrivarono offerte da tutta Europa, consegnando a Maderno i fondi per ...

FONTANA DEL MOSÈ A ROMA

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 ACCESSIBILITA'  La fontana è tranquillamente visibile dalla strada.  COSA C' È DA VEDERE  La fontana venne commissionata da papa Sisto V agli architetti Giovanni e Domenico Fontana, che si ispirarono agli archi di trionfo romani. Nella nicchia centrale spicca una monumentale statua di Mosè, opera di Prospero Antichi. I due bassorilievi ai lati, che mostrano altri episodi biblici con protagonisti Aronne e Gedeone, sono opera di altri scultori. L'acqua sgorga ai piedi di Mosè da una finta scogliera in marmo cipollino. Un'ultima curiosità: i leoni che ornano la cancellata sono stati sostituiti nell'Ottocento, in origine vi erano state posizionate delle sculture antiche provenienti da monumenti di epoca romana.