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TORINO

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 ACCESSIBILITA'  La città è abbastanza pianeggiante, anche se andando verso il Po le strade sono leggermente in discesa. I portici in generale non hanno molte barriere architettoniche.  COSA C'E' DA VEDERE A pochi passi dal duomo si può ancora vedere una delle porte di accesso alla città romana di Augusta Taurinorum , ovvero il primo nucleo della futura Torino: la Porta Palatina. Eccezionale il fatto che conservi ancora delle torri alte più di trenta metri pur avendo duemila anni, ma qui c'è un piccolo trucco. Questa porta venne costruita nel I secolo a.C., ma continuò a svolgere il suo ruolo fino al XVIII secolo, dunque la struttura non venne rimaneggiata più di tanto a parte l'aggiunta dei merli sulle torri e la chiusura di alcuni varchi. I guai per lei arrivarono con Vittorio Amedeo II, che nel riorganizzare la pianta di Torino spostò l'ingresso e pensò anche di farla abbattere, fortunatamente l'ingegnere Antonio Bertola convinse il duca a conservare la p...

PALAZZO BAROLO A TORINO

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 ACCESSIBILITA'  L'ingresso delle carrozze è accessibile.  Durante la visita si trova un solo gradino per accedere alla terrazza. Il palazzo è visitabile solo con visita guidata e oltre alle visite durante il giorno ne organizza anche alcune a lume di candela. Il bagno era pulito. COSA C'E' DA VEDERE  Il palazzo venne costruito sul finire del '600 per volere del conte Ottavio Provana di Druent, ma già nel 1743 il palazzo è di proprietà dei Marchesi Falletti di Barolo (l'unica figlia di Provana era stata data in sposa al marchese di Barolo).  Il primo architetto a mettere mano al palazzo è Gian Francesco Baroncelli, che posiziona lo scalone monumentale esattamente al centro del palazzo davanti all'ingresso, contrariamente alla consuetudine seicentesca che di solito lo preferiva su un lato.                      Gli interni vennero più volte rimaneggiati da vari membri della casata, per adattarli alla moda del ...

REAL CHIESA DI SAN LORENZO A TORINO

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 ACCESSIBILITÀ  La chiesa non è accessibile, si riesce ad entrare nel vestibolo, ma poi ci sono degli scalini.  COSA C'È DA VEDERE  Il progetto di Guarino Guarini prevedeva anche una facciata degna di una chiesa, ma essa non venne mai realizzata, per questo l'ingresso sembra quello di un'ala di Palazzo Reale.  La cupola ricorda molto quella della Cappella della Sindone.  La chiesa ha una pianta ottagonale con quattro cappelle su ogni lato. La Cappella dell'Annunciazione al contrario delle altre non ha una pala d'altare, ma un gruppo scultoreo opera di Giuseppe Maria Carlone. L'altare maggiore è uno dei migliori esempi di barocco del Piemonte. Il bassorilievo alla base ricorda il voto fatto dal Duca Emanuele Filiberto I in occasione della battaglia di San Quintino. 

CHIESA DI SANTA CRISTINA A TORINO

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 ACCESSIBILITÀ  La chiesa è accessibile.  COSA C'È DA VEDERE  La facciata è stata, tanto per cambiare, l'ultima parte della chiesa ad essere completata; dovette aspettare il '700 e l'architetto Filippo Juvarra per vedere la luce. Il progetto della chiesa invece risale al secolo precedente, quando si cominciò ad ampliare la città di Torino.  Il soffitto è stato decorato con stucchi e figure di angeli, che incorniciano nove riquadri con dipinto il martirio di Santa Cristina.  Particolare la sistemazione dell'organo, esattamente sotto la pala d'altare; sulla quale ritorna il martirio di Santa Cristina.  In uno dei dipinti che ornano la navata si riconosce sullo sfondo la basilica di Superga.

MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI A TORINO

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ACCESSIBILITÀ  Il museo è accessibile.  COSA C'È DA VEDERE  Il museo contiene principalmente animali impagliati, cominciamo da un orso polare, che rappresenta la specie di orso più grande del mondo.  Lo yak ovviamente non è originario dell'Europa, ma questo esemplare ha vissuto nel Reale Giardino Zoologico di Torino.  Finalmente un animale che fa parte della fauna europea: l'aquila reale. Oggi vive quasi solo sulle nostre montagne, ma nella natura incontaminata il suo territorio comprende anche le zone pianeggianti.  Qui è invece ricostruita la stiva di una nave e vengono raccontate varie spedizioni che partirono alla ricerca di nuove specie. 

MUSEO DIOCESANO DI TORINO

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  ACCESSIBILITÀ  Al museo si accede con un servoscala. Poi la maggior parte è accessibile, anche se ci sono dei gradini per accedere ad un paio di sale.  COSA C'È DA VEDERE  Principalmente vi sono conservati oggetti e resti delle chiese che prima sorgevano al posto del duomo. Questo è l'originale fonte battesimale del duomo, realizzato in marmo bianco di Foresto e decorato con motivi floreali.  Il mosaico risale invece al Medioevo e costituiva il pavimento di una delle chiese precedenti. Una decorazione abbastanza tipica degli edifici paleocristiani.  Ovviamente come da tradizione cristiana attorno alle chiese si trovava il cimitero. Perché tutti volevano farsi seppellire il più vicino possibile alle spoglie dei martiri, conservate negli edifici di culto. 

MAO. MUSEO D'ARTE ORIENTALE DI TORINO

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ACCESSIBILITA' Il museo è accessibile. Il bagno disabili al piano terra non era proprio pulitissimo.  COSA C'E' DA VEDERE  La collezione del museo è estremamente varia perché copre l'intera Asia con tutte le sue culture e civiltà. Cominciamo con il buddismo, questa è la rappresentazione di uno Stupa , ovvero di un tumulo funerario circondato da un recinto circolare, nel quale secondo la tradizione sarebbero conservate una parte delle ceneri del Buddha. Dopo la morte del Buddha vari stati indiani si sarebbero contesi i suoi resti, dunque essi sarebbero stati suddivisi in numerosissimi siti, fino ad arrivare all'incredibile numero di ottantaquattro mila. Lo stupa  per i buddisti è il simbolo dell'estinzione suprema del Buddha con il raggiungimento del paradiso.  Ovviamente ci sono numerose statue del Buddha, spesso raffigurato assiso in meditazione. Qui però vi mostro un dettaglio, avrete notato che il Buddha ha sempre i lobi delle orecchie molto grandi, questa ca...