MOSTRA "BERNINI E I BARBERINI" A PALAZZO BARBERINI A ROMA
ACCESSIBILITA'
La mostra non ha problemi di accessibilità.
Lungo il percorso c'è il bagno disabili, bisogna solo sperare che non lo occupino i visitatori che non ne avrebbero bisogno.
COSA C'E' DA VEDERE
La mostra racconta un po' la storia della formazione di Gian Lorenzo Bernini nella bottega del padre, Pietro, e poi il suo rapporto con Maffeo Barberini, poi eletto pontefice con il nome di Urbano VIII. Ma andiamo con ordine e scopriamo alcune delle prime statue realizzate dal grande scultore. Sicuramente una delle più belle presenti alla mostra è San Sebastiano, che colpisce soprattutto per la posa estremamente naturale in cui è rappresentato il santo ormai esanime. Le statue delle Quattro Stagioni, in questo caso l'inverno riconoscibile dal fatto che si copra per via del freddo, sono invece molto probabilmente opera del solo Pietro Bernini, con al massimo qualche piccolissimo intervento del giovane Gian Lorenzo ancora apprendista.
A scoprire quasi subito l'incredibile talento di Gian Lorenzo ed a farne il proprio protetto ed artista ufficiale fu il cardinale Maffeo Barberini, che qui Bernini ritrae in un busto di bronzo dopo l'elezione a pontefice. Incredibili sono i dettagli delle vesti sui quali si riconoscono i santi Pietro e Paolo.
La maggioranza delle opere esposte in questa mostra sono busti e molti rimandano alla famiglia Barberini. In questo caso il cardinale ritratto è Francesco Barberini, zio e tutore di Maffeo, rimasto orfano di padre a soli tre anni, e che poi lo lasciò erede di tutti i suoi beni, consentendogli i fondi per fare carriera nella curia. C'è poco da scandalizzarsi, all'epoca tutti i prelati che volevano fare carriera e soprattutto i cardinali che ambivano al pontificato letteralmente compravano i voti degli altri.
L'elefante obeliscoforo è invece uno dei rarissimi bozzetti in terracotta di Bernini oggi esistenti. Questo è il modellino dell'elefante che sorregge l'obelisco davanti alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva. I modellini in argilla e poi in terracotta fanno parte del processo di realizzazione di ogni scultura. Il primo bozzetto di solito si realizza sempre in argilla, perché è un materiale facile da plasmare e con cui si può modificare facilmente il lavoro tutte le volte che è necessario. Da questa prima statuetta si ricava il modello in gesso ed infine l'opera definitiva in marmo.
Infine scopriamo che Bernini, come poi vari altri scultori, era anche un discreto pittore. D'altronde prima ancora di realizzare il bozzetto in argilla bisogna fare un primo schizzo a matita della scultura che si ha in mente. Il Ritratto di Sisinio Poli, un giovane che stava facendo carriera grazie alla protezione della famiglia Barberini, è stato realizzato con carboncini di tre colori: nero, bianco e rosso.





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