CASTELLO DI GRADARA

 ACCESSIBILITA'

Il mio consiglio è di salire con la macchina ed andare a parcheggiare nel cortile, perché la strada è veramente ripida.

All'interno è praticamente tutto accessibile a parte la sala torture.

Il bagno disabili c'è, ma ci vorrebbe una maniglia in più. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Non solo il castello sembra quasi non aver mai subito rimaneggiamenti nel corso dei secoli, ma anche le mura circondano ancora l'intero il borgo. Perfino il ponte levatoio sembra sul punto di poter essere alzato da un momento all'altro. 

Dal retro del cortile si riesce ad arrivare con la carrozzina ad una parte dei camminamenti di ronda e si può vedere un bel panorama (se il tempo collabora). In realtà, come si vede da questo plastico, l'intero borgo faceva parte della fortificazione progettata dalla famiglia Malatesta tra il XIII e XIV secolo. 

E a proposito di Malatesta è proprio in questo castello che nel 1289 si consumò la tragica vicenda di Paolo e Francesca, resa immortale da Dante nella Divina Commedia. Oggi si dice che in questa camera da letto i due amanti vennero sorpresi da Gianciotto, il marito di Francesca, e quindi uccisi. Il vestito è una riproduzione di quello indossato da Eleonora Duse nella tragedia Francesca da Rimini di Dannunzio. In realtà, anche se è un fatto storico che il duplice omicidio si consumò nel castello, non si sa veramente in che stanza abbia avuto luogo o come fosse la camera di Francesca. 

Il motivo è anche che il castello è stato completamente ristrutturato e riarredato negli anni '20 da Umberto Zavettoni che effettivamente riportò l'edificio al suo splendore, ma ovviamente, complice anche l'epoca, il restauro comportò molte licenze artistiche. Anche se la maggior parte degli arredi, dalle camere da letto alla sala da pranzo, conserva uno stile medioevale. 

Dopo tanti secoli e vari passaggi di mano anche le decorazioni che rimangono risalgono ad epoche diverse e hanno stili e soggetti differenti. 

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