CONVENTO DELL'ABBADIA DI FIASTRA
ACCESSIBILITA'
Il percorso di visita è per la maggior parte accessibile, fanno eccezione le grotte e la Sala delle Oliere.
Per accedere alle cantine ci sarebbe un servoscala, ma non si sa a chi chiedere per farlo funzionare.
I bagni disabili sono vicino all'ingresso del chiostro.
COSA C'E' DA VEDERE
Attorno al chiostro le sale dove si svolgeva la vita dei monaci sono ancora intatte. Cominciamo dalla Sala del Capitolo, una delle più importanti; qui ogni mattina veniva letto un capitolo della Regola di San Benedetto (seguita anche dai cistercensi). Ma era anche la sala dove l'abate teneva i suoi sermoni, ci si riuniva per discutere degli affari o dei problemi della comunità ed infine venivano eletti gli abati. Non a caso lungo tre pareti corre una panca in pietra con al centro il seggio dell'abate, che sembra proprio un trono.
Su un'altra parete della sala questa epigrafe vuole ricordare il codice di comportamento dei monaci: "Parla poco, odi assai et guarda al fine di ciò che fai". In sostanza: non perderti in discussioni inutili, ascolta gli altri e pensa bene agli effetti delle tue azioni; un motto sempre attuale direi.
Nelle cantine c'è un piccolo museo che ospita numerosi attrezzi che i monaci usavano per produrre il vino, come questo torchio manuale.
Cambiando argomento... sapete da dove i monaci presero i materiali da costruzione per la loro abbazia? Dalla città romana di Urbs Salvia che sorgeva a pochi chilometri ed eccone la prova. Un capitello ionico rovesciato ed usato come fondamenta di un muro. A proposito: la posizione del capitello è segnata sulla mappa, ma aguzzate bene la vista perché malgrado ciò non è così facile individuarlo. Nella Sala delle Oliere sono presenti altri reperti ritrovati negli scavi della città, come un'urna cineraria, che imita la forma di un vaso. Questo però non è un caso in cui un vaso di uso domestico è stato riciclato come cinerario, quest'oggetto è stato prodotto ed acquistato specificatamente per questo scopo.
Quando invece la famiglia Giustiniani Baldini divenne proprietaria dell'abbazia si fece costruire un palazzo dove soggiornare, per fortuna non distrusse o riadattò l'intero convento. Il palazzo ha alcune stanze con splendidi paesaggi affrescati ed uno dei rarissimi giardini all'inglese della zona di Macerata, con tanto di laghetto e fontanella.





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