PALAZZO DEI PRIORI A FERMO

 ACCESSIBILITA'

Il percorso è accessibile.

Per arrivare al bagno disabili bisogna chiedere agli addetti. 

COSA C'E' DA VEDERE

Come molti palazzi omonimi anche questo ha un nucleo centrale che risale al Trecento, l'epoca in cui varie città dell'Italia centro-settentrionale riuscirono a ritagliarsi una cera autonomia dall'impero o dal papato. L'edificio venne però completamente ristrutturato tra XV e XVI secolo e vi fu aggiunta la statua di Sisto V che prima dell'elezione a pontefice era stato vescovo di Fermo. 

Il palazzo ha ancora numerose sale decorate e la più scenografica è senza dubbio quella dell'aquila, decorata con rappresentazioni dell'animale simbolo della città e con un magnifico soffitto a trompe-l'oeil, opera di Pio Panfili. 

La Sala del Mappamondo deve il suo nome all'imponente mappamondo realizzato dal geografo Silvestro Amanzio Maroncelli, ma alla fine dell'800 venne progettata per essere la prima biblioteca pubblica della città. 

La Pinacoteca Civica ospita tele provenienti da vari edifici della città e lasciti di privati, a spiccare tra tutti è senza dubbio l'Adorazione dei pastori di Rubens. Il dipinto ha una caratteristica in realtà non insolita per i dipinti con questo soggetto: l'unica fonte di luce della scena è Gesù Bambino. 

LA MOSTRA 

La mostra Sorelle arti. Pittura, scultura e architettura dall'Accademia di San Luca è dedicata all'omonima accademia, fondata dal pittore Girolamo Muziano sotto l'egida di papa Gregorio XIII nel 1577, copre più di quattrocento anni di storia, presentando opere di alcuni allievi e direttori. Uno di questi fu Pietro da Cortona che dipinse questa tela per la Chiesa di Santa Martina nel Foro Romano, che era appunto stata assegnata all'Accademia, rappresentando la santa titolare della chiesa. 

Vi sono poi numerose opere di artisti fiamminghi, in particolare Mengs, che in questo caso dipinge La Maddalena. Malgrado il quadro sia stato realizzato dopo la metà del '700, lo sfondo così scuro sembra quasi rispolverare lo stile seicentesco. 

Tra gli allievi nell'800 troviamo anche una pittrice, Luisa Bersani. Questa è la copia di un ritratto di Bertel Thorvaldsen, uno scultore danese che in Italia è quasi sconosciuto, ma che è uno dei massimi esponenti del neoclassicismo. 

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