CASTELLO CAETANI A SERMONETA

 ACCESSIBILITA' 

Purtroppo il castello è assolutamente inaccessibile. In primo luogo tutte le strade per raggiungerlo hanno le scale.

Poi dal primo portone alla corte ci sono altre scale. Il cortile si gira, ma è sconnesso.

Per arrivare alle scuderie c'è una rampa di scale. 

Per accedere alle cucine ci sono altri quattro gradini più un quinto all'interno. 

Un'altra decina di scalini permettono di arrivare alla sala da pranzo e da lì altri due immettono alle stanze dipinte. 

Per salire sulla torre ed accedere ai camminamenti di ronda ci sono altre scale.

Anche i bagni sono inaccessibili perché si trovano a metà della scala che porta alle scuderie. 

Il castello è visitabile solo con visita guidata. 

COSA C'E' DA VEDERE

Il castello è stato di proprietà della famiglia Caetani quasi ininterrottamente dal 1297 al 1977, quando la famiglia si estinse. In origine aveva una funzione soprattutto di fortezza militare. Per arrivare alla piazza d'armi, ovvero il cortile interno, bisogna superare ben due porte munite di ponte levatoio. 

L'unico intervallo in cui il castello passò di mano fu il pontificato di Alessandro VI Borgia, il quale scomunicò i Caetani per appropriarsi dei loro beni ed assegnarli ai suoi familiari. Un tempo al centro della piazza d'armi c'era una chiesetta che custodiva le spoglie dei membri della famiglia, papa Borgia la fece radere al suolo un po' per ragioni difensive e un po' per cancellare il ricordo della famiglia, in compenso si preoccupò di rafforzare il mastio con l'aggiunta del Rivellino, ovvero la torretta nell'angolo (fortuna che era il papa). Della chiesa sono rimaste le fondamenta, che permettono di indovinarne il profilo. 

Questo castello poteva ospitare un gran numero di persone, sia soldati in tempo di guerra sia ospiti importanti come imperatori e papi in tempo di pace; dunque anche i locali di servizio dovevano essere ampi. Qui vediamo dunque le scuderie e l'enorme camino delle cucine, che praticamente occupava un'intera stanza. 

Ovviamente le stanze dedicate ai padroni ed ai loro ospiti erano decorate, malgrado il tempo ed alcuni periodi di abbandono alcune camere si sono salvate. Sono le Camere Pinte, ornate con affreschi che risalgono al 1470 e ritraggono principalmente figure allegoriche. Le donne in trono dovrebbero rappresentare le virtù con sotto il vizio che ne incarna l'opposto. 

Nel mastio si trovava la stanza del padrone e durante la parentesi Borgia, qui soggiornò più volte Lucrezia Borgia, che quindi potrebbe aver dormito proprio in questa stanza. 

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