MUSEO TATTILE STATALE OMERO AD ANCONA

 ACCESSIBILITA' 

Il museo si trova all'interno della Mole Vanvitelliana, purtroppo per arrivare all'ingresso c'è da fare una salita piuttosto ripida. 

Per il resto il museo è accessibile.

Il bagno disabili è molto piccolo. 

COSA C'E' DA VEDERE

Il museo è stato fondato nel 1985 da Aldo Grassini e Daniela Bottegoni, entrambi amanti dell'arte, ma purtroppo ciechi. L'idea è stata quella di creare un museo dove toccare le opere non fosse solo consentito, ma quasi obbligatorio e dare così modo a persone cieche o ipovedenti di conoscere sculture famosissime non solo tramite il testo di un'audioguida. Ecco dunque che il museo si riempie di copie di sculture e modellini architettonici appunto da toccare. Ad accogliervi all'inizio è lo Zeus o Poseidon di Capo Artemisio, visto che io sono pur sempre un'archeologa; sapete perché la statua viene chiamata in due modi diversi? Perché Zeus e Poseidone spesso sono raffigurati in maniera molto simile, li si distingue dal fatto che il primo è armato di folgore, il secondo di un tridente; ma qui qualunque cosa il dio stesse scagliando è andata perduta, rendendo impossibile stabilire con certezza quale dei due sia rappresentato dalla statua. 

Non ci sono solo statue in questo museo, ma anche riproduzioni di edifici famosi, come il Partenone. Questo modellino tra l'altro permette anche di vedere qualcosa che non esiste più: la colossale statua di Atena che si trovava all'interno. Si trattava di un colosso alto quanto un edificio di quattro piani completamente ricoperto di oro ed avorio opera di Fidia. 

Visto che qui si tocca tutto, vi sfido a fare un gioco: se siete in compagnia fatevi accompagnare in una stanza chiudendo gli occhi e provate a riconoscere le statue o i modellini semplicemente toccandoli. Vi accorgerete di quanto siamo abituati a fare affidamento sui nostri occhi e che sensibilità ci voglia per riuscire ad indovinare una forma semplicemente toccandola. Io sono riuscita ad indovinare il David di Michelangelo ed il Partenone; mia madre voleva sfidarmi con la Pietà di Michelangelo, ma le mie sorelle hanno suggerito senza volere... Parlando invece della Pietà, ne ho approfittato per ammirarla da vicino, da quando nel secolo scorso un folle ha preso a martellate l'originale in San Pietro avvicinarsi è pura utopia. 

Una sezione del museo ospita anche sculture moderne, il San Giovannino è un bronzetto che Arturo Martini ha realizzato a partire da un gesso del 1935. 

Come al solito le mie sorelle in un museo come questo sono molto più brave di me a scattare foto divertenti... facile mettere una bottiglietta in mano all'Auriga di Delfi...

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