GIARDINO DI NINFA A CISTERNA LATINA
ACCESSIBILITA'
Il giardino è accessibile, ha solo qualche passaggio sconnesso.
L'Orto dei Semplici, che è visitabile solo a certi orari, ha uno scalino.
La visita è possibile solo con la guida.
Il bagno disabili si trova in quello degli uomini.
COSA C'E' DA VEDERE
Il giardino occupa le rovine di un'intera cittadina, Ninfa appunto, della quale abbiamo notizia fin dall'VIII secolo. Ninfa divenne una città ricca ed importante, tanto che i pontefici autorizzarono gli abitanti a dare alle chiese gli stessi nome delle più importanti basiliche di Roma. Dal 1297 Ninfa entrò nei possedimenti dei Caetani, fino al 1382, quando la città fu saccheggiata durante alcuni scontri tra i Caetani ed il papato e completamente distrutta dagli abitanti dei centri vicini, che ne invidiavano la ricchezza. Qui abbiamo le rovine di una delle chiese, Santa Maria Maggiore, la più grande della città.
Come tutte le città medioevali Ninfa aveva delle case-torri, questi sono i resti di una.
Dopo la distruzione Ninfa non venne più abitata, ma rimase di proprietà dei Caetani e ancora per qualche secolo le chiese continuarono ad essere usate dagli abitanti della zona. Il cardinale Nicolò III Caetani fu il prima ad avere l'idea di trasformare le rovine in un giardino e nel 1578 fece realizzare alcuni laghetti con giochi d'acqua, ma poi rinunciò ad altri interventi perché la zona era infestata dalla malaria.
Solo nel 1921, una volta bonificata la zona, Gelasio Caetani poté realizzare il giardino, portandovi anche piante esotiche dai suoi viaggi. Le piante vennero disposte per imitare un ambiente naturale, ma anche nel rispetto dei resti; il viale dei cipressi ricalca la via principale dell'antica città.
L'ultima proprietaria ed esponente della famiglia fu Donna Lelia Caetani, che riempì il giardino di fiori, tra l'altro lei era pittrice, quindi spesso prima di piantare una pianta dipingeva lo scorcio del giardino che aveva scelto aggiungendovi la pianta in questione, poi se l'effetto la soddisfaceva procedeva a posizionare le piante.
Il bambù che circonda questa piccola sorgente è stato appunto portato da Gelasio Caetani, è una delle tante piante non autoctone presenti nel giardino.
Questo ponte fortificato era l'ingresso medioevale di Ninfa e immetteva direttamente sulla via principale, mentre negli edifici dall'altro lato del fiume, gli abitanti della zona continuarono ad avere delle manifatture che sfruttavano le acque del fiume, anche se le loro case si trovavano sulle alture circostanti.
Ninfa ovviamente aveva anche un castello, subito fuori dalle mura, era la residenza dei Caetani. Anche lui continuò ad essere usato sporadicamente come carcere o granaio dopo l'abbandono della città.








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