MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI LUNI
ACCESSIBILITA'
L'ingresso del museo è un po' sconnesso, ma non è inaffrontabile.
Per il resto il museo è accessibile.
COSA C'E' DA VEDERE
Il museo conserva i reperti più importanti riemersi dagli scavi della città romana di Lunae. Cominciamo con le statue in marmo. Luni divenne ricchissima ed importante proprio grazie alle sue cave di marmo, tanto che molti imperatori finanziarono monumenti pubblici. Questa statua in particolare ne è una prova, rappresenta un fanciullo e più precisamente Britannico, figlio dell'imperatore Claudio e Valeria Messalina, era l'erede al trono dell'impero fino a quando non morì avvelenato ad appena tredici anni, per ordine quasi sicuramente di Nerone, figliastro di Claudio, che voleva il potere al suo posto come erede al trono.
Ovviamente una città con un commercio così fiorente aveva anche delle case sfarzose, la cosiddetta Domus di Oceano aveva dei pavimenti a mosaico davvero elaboratissimi. Una delle sale ha restituito un mosaico raffigurante il dio Oceano attorniato da delfini, amorini e grappoli d'uva. Mentre un altro pavimento nasconde una sorprendente illusione ottica, nel filmato vedrete una testa di sileno (un satiro) che a seconda del lato da cui la si guarda appare un giovane coi capelli al vento o un vecchio con una lunga barba. La presenza del sileno, oltre che delle due teste di Medusa, era probabilmente un talismano contro l'invidia o il malocchio. A quanto pare capitava anche allora che qualcuno meno fortunato in affari ti tirasse qualche accidente.
Passando ora all'area dei templi questa lastra ci racconta una tradizione particolare. Tra il 110 ed il 100 a.C. un fulmine si abbatté nei pressi del tempio principale di Luni, dove è stata ritrovata una lastra in marmo con l'iscrizione FULGUR CONDITUM, che copriva una fossa con alcuni oggetti danneggiati dal fulmine stesso. Quando infatti cadeva un fulmine bisognava simbolicamente seppellirlo, quindi si scavava una fossa vi si deponevano gli oggetti colpiti e si copriva tutto con una lastra: una vera e propria tomba. Non bisogna dimenticare che gli antichi non sapevano cosa fosse un fulmine e quindi lo collegavano ad un intervento divino, di Giove in particolare.
Infine arriviamo al tempio principale della città, dedicato alla dea Luna, che come si intuisce facilmente aveva anche dato il nome alla città. La sua statua che si trovava all'interno del tempio è andata perduta, ma in un certo senso ne è rimasta una parte queste due fiaccole in bronzo dorato che in origine dovevano essere alte due metri e mezzo, probabilmente venivano tenute in mano dalla dea. Luna, a volte assimilata a Diana, era venerata come portatrice di luce; un fatto decisamente logico, visto che di notte è la luna l'unica fonte di luce naturale.




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