MUSEO DI SAN MATTEO A PISA
ACCESSIBILITA'
Il museo è accessibile.
COSA C'E' DA VEDERE
Il museo conserva soprattutto opere d'arte medioevali provenienti dalla città. Questo è ciò che resta di un sepolcro della famiglia dei Conti della Gherardesca, che fu tra le più importanti in questo territorio nel Duecento, citata anche da Dante (il conte Ugolino). Al centro del monumento si trovava una Madonna col Bambino, mentre la statua a destra rappresenta San Francesco che accompagna l'anima di Gherardo della Gherardesca.
Questa statua dell'Annunciata ci riporta invece ad una tradizione particolare, quella di vestire le statue, soprattutto quelle di santi più importanti con abiti e gioielli veri. Proviene dalla chiesa di Santa Maria del Carmine ed un tempo aveva anche le braccia snodabili. Vedete appunto che il viso è ben definito, ma l'abito è appena accennato, proprio perché doveva essere ricoperto da un vestito vero. Le braccia erano staccabili non solo per poter vestire più agevolmente la statua, ma anche per metterla in posa inscenando una vera e propria rappresentazione sacra.
Adesso invece mettiamo a confronto questi due crocifissi e cogliamo il momento in cui l'arte occidentale vede una svolta. Il primo è opera di un anonimo identificato per convenzione come Maestro della Croce del Santo Sepolcro, risale alla seconda metà del XII secolo ed è chiamato Christus triunphans (Cristo trionfante); il secondo di Giunta Pisano è di circa un secolo più recente ed è chiamato Christus patiens (Cristo sofferente). Questo è il momento in cui l'arte europea si discosta dai modelli bizantini, che rappresentavano Cristo ed i santi, come non toccati minimamente da sensazioni umane, ma imperturbabili; e difatti in questa rappresentazione Gesù ha un volto inespressivo, che già allude al fatto che risorgerà dalla morte (per questo trionfante) ed il corpo è rappresentato come se fosse in piedi con le braccia aperte. Nel secondo cominciamo a vedere una ricerca di maggiore realismo, si cerca di riprodurre la posizione di un uomo crocifisso, dunque il corpo si inarca, il volto esprime la sofferenza di questo tipo di esecuzione, la testa comincia a piegarsi sul petto ed il colorito mostra che Gesù è già morto. Guardandolo oggi sembra un po' ridicolo dire che questa rappresentazione sia verosimile, ma la differenza nel messaggio di queste due rappresentazioni è abissale.
Questa croce è un reliquiario, purtroppo si vede male perché è realizzata in cristallo di rocca e quindi quasi trasparente. Proprio per il fatto di essere trasparente o quasi il cristallo di rocca è stato spesso un simbolo di purezza.
Questo dipinto del XIV secolo potremmo dire che è un ulteriore passo verso rappresentazioni più realistiche anche di scene complesse. Sant'Orsola con le compagne salva Pisa dalle acque, ovviamente Pisa è rappresentata dalla giovane ragazza a sinistra. Anche qui la strada da fare per arrivare ai maestri del Rinascimento è lunga, ma si comincia a provarci.
Una sale è inoltre dedicata alle sculture che ornavano la chiesetta di Santa Maria della Spina (ve ne ho parlato







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