BADIA CAMALDOLESE DI VOLTERRA
ACCESSIBILITA'
La Badia non è di facile accesso. Non ci si arriva con la macchina, quindi dal piccolo parcheggio bisogna inerpicarsi a piedi su per la collina, il tratto non è lungo, ma ripido e sconnesso.
Una volta raggiunta la badia c'è una scala per accedere al chiostro e da lì si trovano scalini sparsi per visitare il complesso
COSA C'E' DA VEDERE
Il convento è ancora abbastanza ben conservato, il chiostro risale al '500 e la cisterna per la raccolta dell'acqua piovana sotto di lui è ancora funzionante.
Il refettorio è l'unica stanza a conservare ancora degli affreschi che raccontano la storia dei santi Giusto e Clemente, patroni di Volterra. In particolare un episodio: durante un assedio della città i viveri cominciarono a scarseggiare e i cittadini chiesero loro aiuto. I due consigliarono di prendere tutto il grano rimasto in città, di cuocere dei pani e di gettarli agli assedianti. I volterrani erano allibiti, ma seguirono il consiglio, gli avversari vedendo cadere del pane dalle mura credettero che in città avessero delle tali scorte che non sarebbero bastati anni per far capitolare Volterra, quindi se ne andarono. Con una bella fortuna e un po' di psicologia ante litteram, Giusto e Clemente riuscirono a salvare Volterra.
Accanto al refettorio si trovava ovviamente la cucina, che conserva ancora il forno e le nicchie dove riporre gli utensili.





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