MUSEO D'ARTE E ARCHEOLOGIA (MUSÉE D'ART ET D'ARCHÉOLOGIE) A PERIGUEUX

ACCESSIBILITA' 

Il museo non è accessibile. Per arrivare all'ingresso ci sono degli scalini, da lì in pari si arriva solo al cortile mentre per raggiungere le due ali del museo ci sono altri scalini. 

Per arrivare al primo piano ci sono due rampe di scale.

Il bagno attrezzato non c'è, ma uno dei bagni normali che si trova in una delle ali è abbastanza grande da poter entrare con la sedia a rotelle. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Le scale del palazzo hanno ancora dei dipinti con paesaggi.

La collezione del museo comprende veramente di tutto e di più. Cominciamo con una carrozza che all'occorrenza poteva essere coperta, di fatto l'equivalente di una moderna auto decappottabile. 

Questi sono invece dei sigilli, accompagnati appunto dal loro timbro sulla ceralacca. Un tempo infatti, soprattutto nelle famiglie importanti e nobili quando c'era da redigere un documento o una lettera non si metteva solo la propria firma, ma come ulteriore prova di autenticità si accompagnava con il sigillo, che di solito recava impresso lo stemma di famiglia. 

Dopo un importante restauro è esposta la tela di Jules-Charles Aviat Dèpart pour la chasse aux papillons (A caccia di farfalle), in cui il pittore ritrae tre dei suoi figli. Un tempo i giochi dei bambini spesso erano semplici, ci si doveva ingegnare con ciò che c'era e non sempre le femmine venivano tenute chiuse in casa, anche per loro esistevano momenti di libertà. 

Questo vasetto del XIX secolo fa parte della collezione di porcellane. 

Una bella parte del museo è dedicata agli uomini primitivi, come vedremo nei prossimi giorni, la zona è ricchissima di reperti preistorici. Abbiamo qui una zanna di mammut lanoso, che viveva in Europa all'epoca dei Neanderthal e che si estinse alla fine dell'ultima era glaciale; probabilmente a causa del disgelo, era talmente adattato a quelle condizioni che non fu in grado di reggere il cambiamento climatico; una situazione abbastanza ricorrente durante i grandi cambiamenti della Terra, gli animali che sopravvivono sono spesso quelli capaci di adattarsi ad ambienti e situazioni diverse, mentre quelli che si sono evoluti per condizioni specifiche spesso non hanno il tempo di farlo e gradualmente scompaiono. Certamente il mammut veniva anche cacciato dagli esseri umani, ma viste le dimensioni dell'animale e le armi a disposizione di questi gruppi di cacciatori-raccoglitori, appare assolutamente inverosimile che questi uomini abbiano potuto ucciderne un tale numero da mettere in pericolo la specie senza l'intervento di altri fattori. 

Nel museo sono presenti anche ricostruzioni di manufatti preistorici, come una punta di lancia e una tenda. Lo so, è identica a quelle dei nativi americani, ma la coincidenza è dovuta al fatto che questo è il modo più semplice di far stare in piedi una struttura autoportante composta solo da pali di legno e pelli, soprattutto se si tratta di un riparo temporaneo che nel giro di pochi giorni o poche settimane al massimo va smontato e rimontato da un'altra parte. 

Qui invece abbiamo la ricostruzione di una sepoltura risalente a 18.000 anni fa o poco più. Si tratta di una delle rarissime sepolture paleolitiche note al mondo. Lo scheletro era in posizione rannicchiata e senza corredo funebre, ma nella fossa era presente dell'ocra, forse usata per ornare il cadavere. Perché senza corredo? Era un membro di basso rango del gruppo? Forse... o è anche possibile che in un gruppo di uomini del paleolitico semplicemente qualunque oggetto fosse troppo indispensabile per poter essere abbandonato in una tomba; non dimentichiamoci che questi popoli erano nomadi e non avevano animali da soma o mezzi di trasporto, potevano portare con sé e di conseguenza possedere pochissimo, giusto il minimo indispensabile.


Nel cortile del museo sono esposti dei frammenti di vari edifici della città. Qui abbiamo uno dei miracoli attribuiti a Saint Front, che si trovò nello stesso momento assopito a Perigueux e alle esequie di Santa Marthe a Tarascona.


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