VILLAGGIO MARTIRE DI ORADOUR-SUR-GLANE
ACCESSIBILITA'
Le rovine in generale sono accessibili, anche se i marciapiedi sono un po' sconnessi.
L'unica parte veramente non accessibile è la chiesa.
All'esterno ci sono i bagni pubblici, ma non so in quali condizioni.
COSA C'E' DA VEDERE
Questo paese il 10 giugno 1944 divenne teatro di una delle peggiori stragi della seconda guerra mondiale, qui gli uomini delle SS massacrarono l'intera popolazione della cittadina per soffocare la resistenza, che in seguito al D-Day aveva intensificato le sue attività. Il villaggio venne poi saccheggiato e dato alle fiamme. In seguito si decise di lasciare le rovine così com'erano come memoria e monito per il futuro. La maggioranza delle case è infatti ridotta così. Sui muri di alcune sono indicati i nomi dei proprietari e la loro professione.
Le donne ed i bambini vennero rinchiusi all'interno della chiesa, che poi venne fatta saltare con una bomba, mentre i superstiti che tentarono di fuggire furono finiti con le mitragliatrici. Di 241 donne e 205 bambini solo una persona sopravvisse. Accanto ai resti della chiesa è stato posto un crocifisso ed una targa a ricordo della tragedia.
All'interno della chiesa è rimasto l'altare originale, danneggiato dall'esplosione, ed un altro altare dedicato alle vittime.
Gli uomini invece vennero radunati in sei granai sparsi per la città e lì uccisi in modo orribile: un sopravvissuto raccontò che prima gli venne sparato alle gambe con le mitragliatrici, perché non potessero fuggire, poi vennero ricoperti di frasche e venne dato fuoco ai granai, lasciandoli bruciare vivi. Ci furono 197 vittime e cinque sopravvissuti. Queste targhe indicano i punti in cui vennero trovati i corpi. Alla lista dei superstiti vanno poi aggiunti una ventina di abitanti che si allontanarono dal paese appena videro avvicinarsi i nazisti.
Sbirciando all'interno degli edifici si possono ancora vedere resti di oggetti di uso quotidiano, come parecchie macchine da cucire, sarà forse che sono identiche a quella della mia bisnonna che io ho ancora a casa... ma è stato uno dei dettagli che mi hanno colpito di più; anche perché ci ricordano che questi edifici erano le case di tante famiglie normali, trucidate senza pietà e senza alcun motivo.
Qui vediamo invece ciò che rimane di un'auto, altrove ho visto i telai delle biciclette.
Nel cimitero le tombe sono suddivise per famiglie. Questa vera e propria ecatombe dovrebbe ricordarci una cosa molto importante: esistono dei limiti che non devono essere superati nemmeno in guerra! Un essere umano è sempre e comunque un essere umano e come tale va rispettato. Anche e soprattutto in una guerra i nemici devono comunque essere percepiti sempre come esseri umani e non come parassiti che si possono sterminare senza tante remore. Perché è proprio questo il meccanismo che rende un soldato capace di compiere atti quasi inconcepibili come questi: arrivare ad uccidere donne e bambini è possibile solo con questo meccanismo di mostrarli solo come potenziali futuri nemici o complici dei propri nemici da eliminare. A questo punto si perde qualunque barlume di umanità e ci si trasforma in vere e proprie macchine di distruzione.








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