CASA NATALE DI ANTONIO CANOVA A POSSAGNO
ACCESSIBILITA'
La casa è solo in parte accessibile. Solo una parte del piano terra è visitabile senza incontrare scalini, per arrivare alle ultime sale ci sono alcuni gradini, mentre per il primo piano c'è una rampa di scale.
Il giardino è percorribile, ma c'è la ghiaia.
I bagni si trovano in fondo al giardino, ma il bagno disabili è un po' piccolo e si rischia di incastrarsi nella porta con la carrozzina.
COSA C'E' DA VEDERE
Il museo si trova all'interno della casa di Antonio Canova, che lo scultore ristrutturò tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento.
Oggi le stanze ospitano principalmente dipinti e oggetti appartenuti a Canova. Cominciamo da un suo ritratto eseguito da Thomas Lawrence in occasione di un viaggio a Londra di Canova nel 1815, su invito del re Giorgio IV per autenticare le sculture provenienti dal Partenone di Atene come opere di Fidia. Una piccola curiosità: in questo ritratto Canova indossa una parrucca che è conservata al primo piano.
Nella casa sono ancora conservati molti degli strumenti con cui Canova lavorava.
Questi bozzetti di una statua di Venere ricordano che Canova aggiunse un passaggio al tradizionale processo per la realizzazione di sculture in marmo; di solito un artista passava direttamente dal piccolo modello in argilla al calco in gesso a grandezza naturale della statua, Canova invece per raggiungere la perfezione ed assicurarsi che il risultato finale sarebbe stato quello che voleva lui, decise prima di realizzare il modello in gesso (che non si può modificare), di fare un modello in creta a grandezza naturale, da cui poi ricavare il gesso e di conseguenza la statua in marmo. La creta infatti impiega qualche settimana a seccarsi, dando allo scultore il tempo di apportare eventuali modifiche.
All'ultimo piano della casa si trovava la biblioteca, i libri sono stati divisi tra vari enti dopo la morte di Canova, dunque oggi la biblioteca ospita una ricca serie di busti.
Questi abiti sono la divisa da diplomatico ed il mantello di Canova. Dopo la caduta di Napoleone infatti lo scultore venne inviato a Parigi da papa Pio VII con l'incarico di recuperare le opere d'arte trafugate dai francesi.
In una sala ci sono poi diversi quadretti dipinti da Canova con uno stile che ricorda le grottesche che raffigurano delle danzatrici in varie pose.







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