PARCO NATURALE DEI SERRAI DI SOTTOGUDA A SOTTOGUDA (fraz. di ROCCA PIETORE)
ACCESSIBILITA'
La passerella è segnalata come accessibile e in effetti scalini non ne ha. Il problema sono le pendenze, soprattutto dopo la metà del percorso ci sono vari tratti in salita abbastanza lunghi, che possono essere veramente difficili da affrontare.
Io e mia madre siamo arrivate alla fine solo perché altri visitatori le hanno dato una mano.
All'ingresso dalla frazione di Sottoguda ci sono i bagni, ma c'è molta gente, quindi non è detto che siano puliti.
Il problema principale è però il parcheggio, anche con il cartellino disabili e volendo parcheggiare lontano si fa fatica a trovare un posto. Il parcheggio più vicino si trova nell'area pedonale, dunque bisogna chiedere il permesso ai vigili per arrivarci.
COSA C'E' DA VEDERE
La passeggiata si snoda lungo una stretta gola che fino a pochi anni fa era l'unica via che metteva in comunicazione Malga Ciapela e la Val di Fassa.
La gola è stata scavata dal torrente Pettorina e lungo le pareti a strapiomba si trovano innumerevoli cascate e cascatelle.
Alla fine del percorso svetta inconfondibile la Marmolada.
Questa stretta gola però non è soltanto un posto meraviglioso dove passeggiare in mezzo alla natura; è indissolubilmente legata alla storia locale. Cominciamo con la chiesetta di Sant'Antonio, dedicata in origine al patrono degli animali, Sant'Antonio Abate, dopo una moria di bestiame; venne poi dedicata a Sant'Antonio da Padova la cui festa cade il 13 giugno, contro il 17 gennaio di Sant'Antonio Abate, perché la popolazione avesse meno difficoltà a raggiungere la chiesa a causa della neve, che un tempo qui cadeva abbondantemente. L'attuale edificio risale al 1880, ma il luogo di culto è molto più antico e serviva anche per i viaggiatori che si spostavano tra le valli.
Lungo il percorso a volte si vedono come delle piccole grotte, non sono naturali, sono state scavate durante la Prima Guerra Mondiale come depositi di munizioni, la linea del fronte passava infatti proprio sulla Marmolada a pochi chilometri di distanza. Dopo il conflitto alcune furono convertite in cappelle a ricordo delle migliaia di caduti; divennero poi dei rifugi antiaerei durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi infine durante l'inverno ospitano dei presepi di ghiaccio.
Dopo la Prima Guerra Mondiale il parroco di Rocca Pietore collocò una statua della Madonna in una delle grotte, in ricordo dei caduti.
Quest'opera dell'artista contemporaneo Valentino Moro è stata posta qui dopo la tempesta Vaia, che nel 2018 distrusse completamente un antico Crocifisso di legno molto caro alla devozione popolare. In quest'opera si può notare la sagoma di Cristo con le braccia alzate verso il cielo.








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