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GALLERIE D'ITALIA A MILANO

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 ACCESSIBILITA' Il percorso è accessibile, bisogna soltanto chiedere agli addetti per usare i vari ascensori.  L'ingresso accessibile è dalla caffetteria. Il bagno disabili c'è, ma non ha le maniglie posizionate molto bene a mio parere.  COSA C'E' DA VEDERE  Il percorso, oltre alla vecchia sede della Banca d'Italia, comprende vari altri palazzi signorili, uno dei quali appartenuto ad Alessandro Manzoni.                                          Effettivamente lo stile delle sale è molto eterogeneo si va dagli spazi pubblici della banca alle eleganti sale di un palazzo nobiliare decorate in stile neoclassico. Si tratta degli ambienti di Palazzo Anguissola Antonia Traversi, definito da Luigi Zucoli a metà Ottocento "la casa forse più ammirata di Milano".     In queste sale sono esposte opere della collezione della Banca d'Italia si parte dall'800 con d...

MOSTRA "I MACCHIAIOLI" A PALAZZO REALE A MILANO

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 ACCESSIBILITA' La mostra è accessibile. Per il bagno disabili bisogna chiedere agli addetti e farsi accompagnare al piano di sopra. COSA C'E' DA VEDERE  Fino al 14 giugno al piano terra del Palazzo Reale sarà presente la mostra dedicata al gruppo dei "macchiaioli" una corrente artistica sviluppatasi soprattutto tra gli anni '50 e '60 dell'800 in concomitanza con la formazione del Regno d'Italia.  La prima sala è dedicata ai dipinti di stampo più patriottico o con un significato politico. In questo grande quadro Federico Faruffini rappresenta Cola di Rienzo che dalle alture di Roma ne contempla le rovine . Ma chi è Cola di Rienzo? Si tratta di un personaggio vissuto nel XIV secolo a Roma, durante il periodo in cui i pontefici risiedevano ad Avignone. Malgrado fosse di origini modeste divenne notaio e tentò di portare all'attenzione del papa lo stato di abbandono della città di Roma e le angherie dei nobili sul popolo. Riuscì per alcuni anni ad ...

CASA NATALE DI GIUSEPPE VERDI A RONCOLE

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 ACCESSIBILITA'  Il piano terra della casa è accessibile.  La scala che porta al primo piano è assolutamente improponibile: è stretta e ripidissima. Perfino io non mi sono fidata ad affrontarla. (Diciamolo, non che al primo piano ci sia chissà che cosa da vedere).  COSA C'E' DA VEDERE Si tratta di un'abitazione estremamente modesta, Giuseppe Verdi era infatti il figlio di un oste, per questo fu Barezzi a pagargli gli studi di musica: la sua famiglia non avrebbe neanche potuto permetterseli. Addirittura ad un certo punto il signor Verdi padre avrebbe voluto spingere il figlio ad accontentarsi del posto di organista nella vicina chiesetta di Roncole; Barezzi invece insistette per inviare il giovane a studiare musica a Milano e fortunatamente la spuntò.  Visitando la casa si può anche vedere come vivesse una famiglia normale dell'epoca. Questa è una delle salette dove si sedevano gli avventori dell'osteria e mangiava anche la famiglia, il concetto di privacy nell...

CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI A BUSSETO

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 ACCESSIBILITA' La chiesa è accessibile, soltanto sul piazzale davanti c'è la ghiaia.  COSA C'E' DA VEDERE                                         La chiesa si presenta molto sobria sia nella sua facciata in mattoni a vista sia all'interno con le pareti bianche. L'edificio di culto, con annesso il convento dei frati francescani, venne costruito a partire dal 1470, dai figli del marchese Rolando Pallavicino il Magnifico.  All'interno però ci sono alcune opere d'arte notevoli, questo affresco strappato che raffigura Cristo caduto sotto la croce e la Veronica  è opera di Niccolò dell'abate.  Il Compianto su Cristo Morto  è in terracotta dipinta ed è opera del modenese Guido Mazzoni. Secondo alcuni poi le due figure inginocchiate ai lati di Cristo, che sono Giuseppe di Arimatea e Nicodemo, avrebbero le sembianze di Gianludovico e Pallavicino Pallavicini, i figli ...

COLLEGIATA DI SAN BARTOLOMEO A BUSSETO

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 ACCESSIBILITA' La chiesa ha uno scalino.  COSA C'E' DA VEDERE La chiesa venne costruita nel 1437 su ordine del signore di Busseto, il marchese Orlando (o Rolando) Pallavicino il Magnifico. La facciata in mattoni a vista è impreziosita da formelle in terracotta, una consuetudine nella Busseto del '400.  La navata centrale è stata completamente rimaneggiata nel corso del '700 secondo i canoni dello stile rococò, diventando tutta bianca con decorazioni a stucco. L'abside invece si è salvata, conservando il suo aspetto gotico che le era stato dato nel '400.  Anche le cappelle laterali non sono state toccate e ad oggi risultano la parte più decorata della chiesa. La quarta cappella di sinistra conserva ancora gli affreschi cinquecenteschi di Michelangelo Anselmi, in cui sono ritratti i sette Padri e Dottori della Chiesa , ovvero i santi che con i loro scritti e le loro azioni contribuirono a definire la dottrina cattolica e la struttura della Chiesa (sempre catt...

CASA BAREZZI A BUSSETO

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ACCESSIBILITÀ  La casa non è accessibile: c'è da fare una rampa di scale che ha delle curve e non ha il corrimano in tutti i punti.  COSA C'È DA VEDERE  Questa era la casa di Antonio Barezzi, un ricco droghiere appassionato di musica che si accorse del grande talento di Verdi e lo sostenne finanziariamente fino a quando il compositore non divenne famoso.  Di originale ormai è rimasto solo il salone, dove si tenevano le lezioni e le esibizioni degli allievi. Verdi tra l'altro sposò in prime nozze la figlia di Antonio; anche se la giovane morì a soli ventisei anni in seguito alla morte in tenera età di entrambi i figli, suocero e genero rimasero sempre in ottimi rapporti. Il resto delle stanze ospita un piccolo museo dedicato a Giuseppe Verdi. Ci sono molti palinsesti delle sue opere, come Il Trovatore . E anche illustrazioni dei costumi originali con cui si andava in scena nell'800. Questi sono i personaggi dell' Otello che come si capisce dal nome è tratto dalla tra...

TEATRO VERDI A BUSSETO

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 ACCESSIBILITÀ  Davanti ci sono quattro scalini, ma avvertendo prima dovrebbero mettere una rampa.  All'interno c'è l'ascensore.  COSA C'È DA VEDERE  Il teatro venne costruito nel a partire dal 1856, quando il comune di Busseto acquistò l'antica rocca della città. Dato che Giuseppe Verdi era nato e cresciuto in una frazione di Busseto sembrò logico intitolarlo a lui.  Peccato soltanto che il maestro non ne fosse affatto contento, anzi non vi abbia mai messo piede, malgrado uno dei palchi del secondo ordine fosse suo. Non lo aveva comprato, ma il comune gli doveva dei soldi e non potendoli restituire in contanti, gli aveva regalato il palco. Il fatto è che i rapporti tra Verdi ed i suoi concittadini furono sempre parecchio tesi: il compositore non tollerava l'invadenza dei bussetani e questi ultimi non accettavano Giuseppina Strepponi, la cantante con cui Verdi convisse per ben dieci anni prima che fossero celebrate le nozze tra i due. Purtroppo all'epoca la...