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GIARDINI DI MARQUEYSSAC (JARDINS DE MARQUEYSSAC) A VÉZAC

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 ACCESSIBILITA' Il giardino è in pendenza, fino al castello si arriva abbastanza bene, da lì in poi alcuni tratti sono parecchio ripidi.  Dalla parte del bar si trova solo uno scalino per accedere alle stanze del piano superiore del castello, per arrivare al piano terra invece ci sono solo gradini.  In fondo al Grande Viale ci sono dei gradini per accedere al Rifugio del poeta. I sentieri che portano al Belvedere sono abbastanza sconnessi. Lungo i sentieri dei cartelli indicano il percorso più adatto ai disabili, ma seguendoli non si arriva dappertutto.  Il bagno disabili non era pulitissimo.  COSA C'E' DA VEDERE  Una delle prime parti del giardino che si incontrano è la "Follia di bosso", proprio dietro al castello, che presenta una disposizione con linee sinuose tipica dell'epoca di Napoleone III.                     L'attuale castello, anche se si appoggia su una costruzione precedente, ha la struttura di...

LA ROQUE-GAGEAC

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 ACCESSIBILITA' A parte la strada che costeggia il fiume il paese è quasi completamente inaccessibile, le strade sono infatti molto in pendenza.  Per arrivare al forte più antico bisogna salire una lunga scala.  La chiesa ha quattro gradini.  COSA C'E' DA VEDERE Il paese si inerpica su per la falesia e sono rimaste molte case antiche.  La presenza delle falesie ha creato un microclima particolarmente adatto alla crescita di piante esotiche, come il bambù e le palme.  La chiesa di Notre-Dame risale al XIV secolo ed ha il tipico tetto in pietra della regione.                                         All'interno è piuttosto spoglia, ma vi si può ammirare un'opera di Beato Angelico, Noli me tangere  (Non mi toccare).  Da sotto si capisce bene perché il forte medioevale, voluto dai vescovi di Sarlat, fosse inespugnabile.          ...

GIRO IN BARCA A LA ROQUE-GAGEAC

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 ACCESSIBILITA'  All'imbarcadero si arriva con una discesa, per salire sulle barche e sedersi sui sedili bisogna necessariamente superare dei gradini.  COSA C'E' DA VEDERE  Innanzitutto partiamo con le barche tradizionali, la gabarre , un tempo usata per trasportare merci sul fiume Dordogna ed oggi usata appunto per giri turistici.   La Dordogna in questo tratto si è scavata un passaggio tra le rocce, creando pareti alte più di 100m.  Il paese sorge proprio su un'ansa del fiume ed un tempo era proprietà del vescovo di Sarlat. Il centro era fortificato e sorvegliava i traffici commerciali sulla Dordogna, per cui era diventato abbastanza ricco.  Proprio sopra al paese si trovano le rovine del forte medioevale, completamente scavato nella roccia, e praticamente inespugnabile per via della sua posizione, purtroppo venne parzialmente distrutto da una frana che danneggiò anche altre abitazioni nel 1957.  Fuori dal centro storico si nota invece il C...

SARLAT-LA-CANÉDA

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 ACCESSIBILITA'  Se si segue la strada principale il percorso risulta in piano ed accessibile, il problema è che praticamente qualunque deviazione porta a tratti in pendenza o direttamente a strade con scale.  Essendoci moltissimi turisti in giro ci sono dei bagni pubblici anche per i disabili, bisogna solo sperare che siano puliti.  COSA C'E' DA VEDERE Uno dei monumenti medievali caratteristici di Sarlat è la cosiddetta "Lanterna dei Morti (Lanterne des Morts) situata nell'antico cimitero a poca distanza dalla cattedrale di San Sacerdos. Questo tipo di edificio è diffuso quasi esclusivamente in Dordogna ed alcune regioni limitrofe e consiste in una torre con tetto conico in cima al quale veniva accesa una lanterna. Non è chiara l'origine o lo scopo di questa usanza, forse serviva per segnalare i cimiteri o per guidare le anime dei morti; inoltre è possibile che queste strutture avessero funzioni e significati diversi a seconda delle zone.  Anche la Fonte di Sa...

CASA DE GISSONS (MANOIR DE GISSONS) A SARLAT-LA-CANÉDA

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 ACCESSIBILITA'  La costruzione non è minimamente accessibile, già sulla strada ci sono degli scalini per arrivare all'ingresso.  La casa ha quattro piani senza ascensore e ci sono altri scalini in giro per passare da una stanza all'altra.  COSA C'E' DA VEDERE  L'edificio è stato costruito nel XIII secolo e si compone di due ali collegate da una torretta. La casa è appartenuta alla famiglia de Gissons, che faceva parte della piccola nobiltà.                                          Le stanze mostrano come era organizzata l'abitazione di una famiglia benestante nel XVII secolo, dagli ambienti di servizio come la cucina, agli appartamenti dei padroni.  Il camino ha una particolarità: una nicchia nella parete che fungeva da forno per il pane o delle torte.  Nella casa sono esposte anche ricostruzioni di abiti del XVI secolo, simili a quelli che indossa...

CATTEDRALE DI SAINT SACERDOS (CATHÉDRALE SAINT-SACERDOS) A SARLAT-LA-CANÉDA

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 ACCESSIBILITA'  La cattedrale è accessibile dal lato. COSA C'E' DA VEDERE Questa chiesa ha una storia un po' particolare, in origine era infatti un'abbazia benedettina, ma nel 1317 papa Giovanni XXII la elevò a cattedrale, creando la diocesi di Sarlat, in seguito alla vittoria delle truppe francesi sui Catari. I Catari erano un movimento religioso che aveva creato di fatto una religione tutta propria, anche se partendo dal cristianesimo, che divenne estremamente diffusa nel sud della Francia intorno al XIII secolo.  L'abbazia era in stile romanico, ma venne rimaneggiata in stile gotico a partire dal 1504, i lavori però subirono numerose interruzioni a causa della mancanza di fondi, guerre, pestilenze e carestie varie, tanto che ci vollero centottant'anni per terminare la chiesa.  Gli altari delle cappelle sono quasi tutti in legno, una caratteristica della regione.  La cappella di San Pietro conserva invece nell'urna una statua in cera di San Martino di...

CHIESA DI NOTRE DAME (ÉGLISE NOTRE DAME) A TEMNIAC

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 ACCESSIBILITA'  L'ingresso laterale ha uno scalino. Per scendere nella cripta c'è una scala vertiginosa.  Accanto alla chiesa ci sono i resti di un castello, spesso segnati sulle guide, che però non sono visitabili.  COSA C'E' DA VEDERE  La chiesa è talmente spoglia che potrebbe rientrare nel genere delle chiese fortificate, frequenti in questa zona della Dordogna (che è una sotto regione della Nuova Aquitania). Si tratta di edifici religiosi, che però facevano allo stesso tempo parte di una fortificazione militare, dunque non potevano avere troppi fronzoli e dovevano essere difendibili. La presenza delle rovine di un castello addossate all'altro lato della chiesa confermerebbe l'ipotesi.  Anche l'interno è estremamente spoglio, solo l'abside ha alcune colonne decorative.  La chiesa ha anche una cripta in cui è conservata una statua miracolosa della Vergine Maria.  Questi ex voto che circondano il Crocifisso, ricordano invece un evento del 1627, ...