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CHIESA DI SANT'IGNAZIO A BUSSETO

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 ACCESSIBILITÀ  La chiesa ha due scalini davanti.  Di solito è chiusa, ma viene aperta in alcune occasioni. COSA C'È DA VEDERE  La chiesa faceva parte di un convento dei gesuiti che occupava l'intero isolato. Forse anche per questo la facciata si confonde molto con il resto del palazzo.  La chiesa ha vissuto un lungo periodo di abbandono, ad un certo punto venne anche trasformata in palestra, per questo l'interno è estremamente rovinato anche a causa di infiltrazioni. La chiesa ha una sola navata, una costante negli edifici sacri dei gesuiti, secondo loro infatti il fedele, una volta entrato in chiesa doveva guardare verso l'altare senza trovare intralci visivi come colonne o pilastri. Stranamente però il soffitto è stato risparmiato, si vedono ancora gli affreschi che raccontano la storia del fondatore dell'ordine, contornati da raffinati stucchi. La chiesa dispone comunque di cappelle laterali, decorate con trompe-l'oeil di finte architetture.

PALAZZO CORBELLINI A BUSSETO

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 ACCESSIBILITÀ  Il palazzo è privato era aperto solo per le Giornate Fai. Ci sono due rampe di scale.  COSA C'È DA VEDERE  Il palazzo purtroppo da fuori è estremamente rovinato, ma guardando soprattutto le finestre si intuisce che in origine erano decorate.  Il palazzo ormai appartiene da generazioni alla famiglia Corbellini, ma venne fatto costruire dai marchesi Pallavicino, che nel Cinquecento aveva fatto di Busseto la capitale del proprio stato. Dopo la conquista da parte dei Farnese di Parma i Pallavicino conservarono delle proprietà e col tempo alcune vennero vendute, fu così che il palazzo arrivò ai Corbellini. Nell'ingresso al primo piano si trovava lo stemma dei Pallavicino, oggi imbiancato; tuttavia ancora sormontato da una corona marchionale. In araldica infatti la semplice forma di una corona può dire ad un occhio esperto quale sia il titolo nobiliare della famiglia in questione: una corona marchionale, ducale, reale o imperiale sono tutte diverse....

MUSEO RENATA TEBALDI A BUSSETO

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ACCESSIBILITA' Il museo si trova nelle scuderie di Villa Pallavicino, per arrivarci bisogna entrare dalla porta del giardino che è un po' stretta e poi percorrere un piccolo tratto con ciottoli ed un prato in discesa; detta così sembra difficile ma in realtà il percorso non è così inaccessibile.  Il museo poi è completamente in piano.  COSA C'E' DA VEDERE  Il museo è dedicato a Renata Tebaldi una delle più grandi cantanti liriche del secolo scorso, definita da Arturo Toscanini "Voce d'angelo", e conserva principalmente oggetti e costumi di scena. Questa parure è placcata in argento con turchesi veri e faceva parte del costume per un'opera di Wagner. Renata Tebaldi debuttò nel 1950 e continuò a cantare fino al '76; a quell'epoca le produzioni delle opere, soprattutto quando erano presenti voci leggendarie, prevedevano scenografie e costumi estremamente più elaborati di oggi.  Un'intera sala è dedicata all'opera Madama Batterfly di Pucci...

CHIESA DELLA NATIVITA' DI MARIA SANTISSIMA A MAGRETA

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 ACCESSIBILITA'  La chiesa è accessibile, anche se non si riesce ad arrivare alla parte delle absidi e della sagrestia, dove si trovano i resti romani.  COSA C'E' DA VEDERE La chiesa da fuori appare come una comune chiesa neoclassica della zona emiliana. L'attuale edificio venne progettato ai primi dell'800 quando fu necessario ampliare l'edificio di culto precedente.                                          All'interno la pala d'altare rappresenta ovviamente la Natività di Maria, ma la figura della Vergine appare ovunque negli affreschi a partire dal soffitto.                                          Nella parte delle absidi sono stati ritrovati i resti di un antico edificio di culto risalente ad un periodo compreso tra l'XI e il XII sec., accompagnato da alcune se...

SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL CASTELLO A FIORANO

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 ACCESSIBILITA'  In chiesa si entra, c'è una discesa sulla destra che permette di accedere al sagrato, sperando che le macchine non ci parcheggino davanti.  Per arrivare davanti all'immagine miracolosa invece c'è un passaggio con solo scale.  COSA C'E' DA VEDERE Allora, qui abbiamo un imponente santuario barocco, che è stato commissionato dal duca Francesco I d'Este... ma il castello dov'è? Si trovava proprio nel luogo dove oggi sorge la chiesa e ormai non ne rimane più che un unico elemento.  Ovvero l'affresco della Madonna con Bambino , che si trovava sulla porta d'ingresso dell'antica fortezza ed al quale gli abitanti di Fiorano hanno attribuito numerosi eventi miracolosi. Questa volta però non si tratta di guarigioni, ma di protezione da assalti, incendi ed epidemie. Ora qui ci si potrebbe chiedere cosa ci sia di così portentoso, dopotutto un maniero in pietra ben difeso e costruito su una collina non è facile da conquistare e tanto meno ...

VILLA COCCAPANI A FIORANO MODENESE

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 ACCESSIBILITA'  La villa è privata, io l'ho visitata grazie alle Giornate Fai. A volte viene usata per eventi. La villa è quasi completamente inaccessibile, ci sono scalini e scale ovunque.  COSA C'E' DA VEDERE La villa da fuori ha perso quasi completamente le sue decorazioni, mentre la facciata superiore è stata ricoperta dalle piante. All'interno si conservano dei bei dipinti neoclassici. Sorgendo sul fianco di una collina la villa ha una particolarità: il giardino davanti si trova al livello del pianterreno, mentre il giardino sul reto è al livello del primo piano. questo è uno scorcio del giardino sul retro che è un giardino all'inglese; ovvero un parco con le piante disposte in modo da imitare un bosco in maniera apparentemente casuale, ma non fatevi ingannare anche i giardini all'inglese vengono progettati nei minimi dettagli. 

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA A PIEVE DI CORIANO

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 ACCESSIBILITA'  La chiesetta è accessibile. COSA C'E' DA VEDERE Come molte chiese romaniche della zona anche questa secondo la leggenda venne costruita per volere di Matilde di Canossa verso il 1082; in questo caso però i documenti medioevali smentiscono la tradizione: la presenza di una chiesa è citata qui almeno dal 980. Ma Matilde e la sua famiglia ci avevano preso gusto ad edificare chiese ed abbazie? Si, ma non solo per devozione, c'erano motivi molto più pratici. Provate ad immaginarvi la vita qui a cavallo dell'anno 1000, una distesa di terre più o meno coltivate con case coloniche e minuscoli villaggi di contadini. In questo contesto quale poteva essere l'unico punto di riferimento e di aggregazione degli abitanti: soltanto la chiesa parrocchiale. Inoltre per amministrare le terre e calcolare tasse bisognava sapere quante persone vivevano nei dintorni e allora non esisteva l'anagrafe, gli unici che tenevano dei registri erano i parroci che segnando ...