ARA PACIS A ROMA

 ACCESSIBILITA' 

Il museo è accessibile. 

Passando dal retro del monumento si riesce anche ad entrarci con la sedia a rotelle, anche se il passaggio è un po' stretto. 

Il bagno disabili si trova nello spazio mostre (di cui vi parlerò nel prossimo post), ma non ha le maniglie. 

COSA C'E' DA VEDERE 

L'Ara Pacis (letteralmente l'Altare della Pace) venne costruita nel 9 d.C. per celebrare il ritorno di Augusto da una spedizione in cui aveva pacificato le popolazioni della Spagna e della Gallia (l'attuale Francia).

Il monumento venne totalmente smembrato a partire dal rinascimento ed i suoi pezzi sparsi nelle collezioni antiquarie di varie importanti famiglie. Solo in epoca fascista si decise di riunire i vari pezzi e di ricostruire interamente l'altare, anche se non nella sua collocazione originaria che era in Campo Marzio, ma accanto al Mausoleo di Augusto. Questo plastico mostra l'originale aspetto dell'area dal mausoleo al Campo Marzio nel I secolo d.C. 

Noi di solito con Ara Pacis intendiamo l'intero monumento, ma a voler essere pignoli l'altare vero e proprio è questo. Sulle pareti interne del recinto in marmo sono rappresentate delle ghirlande di fiori e bucrani (crani di buoi o tori) che sono tipiche della decorazione degli altari, probabilmente poi in antichità, quando si svolgeva una cerimonia religiosa tutto l'altare veniva adornato anche di ghirlande vere. Comunque è in questo punto che avvenivano i sacrifici agli dei, il resto tecnicamente è soltanto un recinto decorato con bassorilievi. 

Ma che bassorilievi! Qui non abbiamo soltanto un livello artistico veramente altissimo, ma anche una vera apoteosi del governo di Augusto e della sua famiglia. Sui lati corti i bassorilievi mostrano varie divinità che celebrano la potenza di Roma e che spesso si collegano alla famiglia di Augusto, in questo la dea Roma con Romolo e Remo, che secondo la mitologia romana discendevano da Enea, esattamente come Giulio Cesare ed Augusto. Sul lato è rappresentata invece la processione della famiglia imperiale con al centro, oltre ad Augusto stesso, sua figlia Giulia con il marito Agrippa, che però all'epoca era già morto, e soprattutto il figlio Gaio Cesare, che Augusto sperava di designare come erede (Giulia in quanto donna non poteva guidare l'impero). Purtroppo sia il piccolo Gaio che il suo fratellino Lucio morirono prima del nonno; dunque, Augusto in mancanza di discendenti diretti maschi, nominò proprio erede Tiberio figlio di primo letto di sua moglie Livia e costrinse letteralmente Giulia a sposarlo. Come sappiamo sarà infatti Tiberio il secondo imperatore di Roma. 

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