MUSEO NAZIONALE ROMANO DI PALAZZO MASSIMO A ROMA

ACCESSIBILITA'

Il museo è completamente accessibile.

I bagni disabili erano puliti.

Il museo ha talmente tanti reperti straordinari che ve lo divido in due post, oggi vi mostro vari reperti, domani mi occuperò della collezione di sculture. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Sicuramente la cosa più sorprendente è la collezione di affreschi di epoca romana. Questa spettacolare sala affrescata con un pergolato disseminato di uccelli (qui non si vede, ma nel museo ci sono tutti e quattro i lati), proviene da una villa di Livia Drusilla, moglie di Augusto. Questo trompe-l'oeil è stato dipinto duemila anni fa, eppure credo non abbia nulla da invidiare ai dipinti del '700. 

Ma qui di dipinti romani ce n'è un numero impressionante, soprattutto considerando quanto è difficile che addirittura intere stanze affrescate giungano fino a noi. Questo è un cubiculum (una camera da letto) che sembra portarci direttamente a Pompei. Il rosso delle pareti venne ottenuto dal cinabro, un pigmento all'epoca costosissimo; i riquadri mostrano invece scene mitologiche. Anche il soffitto a volta della stanza, anche se in foto non si vede, è ricoperto di decorazioni a rilievo in stucco che mostrano scene del mito di Dioniso. 

Numerosi anche i mosaici, che oggi sono esposti sulle pareti come fossero quadri, ma in realtà erano dei pavimenti che ovviamente la gente calpestava, voi ne avreste il coraggio? Questo mosaico ha rappresentate le quattro stagioni (nei riquadri che combaciano con quello centrale), un tema non troppo insolito per i mosaici romani. 

Non solo gli spazi dedicati ai vivi erano decorati, anche le sepolture potevano essere molto fastose, sempre se la famiglia aveva i mezzi. Questo colombario è stato ritrovato nella tenuta di Villa Doria Pamphilj ed è notevole proprio perché conserva intatte le decorazioni pittoriche tra un loculo e l'altro. In alcuni riquadri, scritti in rosso, si possono ancora leggere i nomi dei defunti. La struttura originale aveva posto per cinquecento loculi, in ogni loculo si posizionava l'urna cineraria con le ceneri di una persona. Ovviamente strutture di queste dimensioni venivano usate per svariate generazioni da famiglie molto allargate. 

Al piano più basso del museo sono esposti alcuni gioielli ritrovati in sepolture femminili, si tratta di collane in oro e pietre preziose in questo caso smeraldi e granati, dalla fattura sorprendentemente moderna, gioielli del genere potremmo quasi trovarli nella vetrina di un moderno gioielliere. Molto più rara è invece questa sottilissima reticella d'oro che tratteneva l'acconciatura di una matrona, sicuramente composta da una crocchia di trecce, pare che le dame medioevali non si siano inventate molto. 

Chiudo (finalmente direte voi) con un reperto sicuramente meno spettacolare, ma agli occhi di un archeologa non meno importante: i Fasti Praenestini. Si tratta dell'esempio più completo ritrovato finora di un calendario romano, proveniente dal foro di Palestrina. I fasti erano compilati dal pontefice massimo e designavano i giorni fasti (potremmo tradurlo come "fortunati" o "beneaguranti"), nei quali si potevano intraprendere attività pubbliche o celebrare cause legali, e quelli nefasti (che ovviamente significa il contrario), nei quali tutte queste attività invece si fermavano. Non dimentichiamoci che i romani sono comunque un popolo dell'antichità, durante la quale, in mancanza di spiegazioni scientifiche per fenomeni naturali dai capricci del tempo alle malattie, la dimensione religiosa e superstiziosa andava a permeare ogni aspetto della vita quotidiana e anche pubblica; chiaramente allora come oggi c'erano persone più superstiziose ed altre che vi davano meno peso. 

Commenti

Post popolari in questo blog

BATTISTERO E MUSEO DIOCESANO DI CREMONA

PECCIOLI

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DI ROSIGNANO MARITTIMO