CHIESA DI SANT'AGOSTINO A MODENA

 ACCESSIBILITA' 

L'ingresso accessibile si trova nella via sul lato sinistro della chiesa. 

COSA C'E' DA VEDERE

L'esterno della chiesa conserva il tradizionale aspetto sobrio di molte chiese di Modena, ma all'interno la musica cambia drasticamente. L'impulso per la realizzazione della splendida decorazione interna furono purtroppo due funerali, quelli del Duca Francesco I d'Este nel 1659 e a distanza di soli tre anni quelli del suo figlio e successore Alfonso IV. Come era d'uso all'epoca per le esequie di personaggi importanti (così come per i matrimoni o altri importanti eventi) gli edifici scelti per le celebrazioni venivano spesso abbelliti con grandi e sfarzose strutture in cartapesta. Furono proprio questi apparati ad ispirare la Duchessa Laura Martinozzi, vedova di Alfonso IV, che diede avvio ai lavori per ridecorare tutto l'interno della chiesa, trasformandola in una sorta di pantheon della dinastia Este. 

L'interno diventa quindi un trionfo di stucchi. Nel profondissimo presbiterio spiccano le statue (sempre in stucco) di santi e beati della famiglia d'Este. Solo sull'altare si trovano dei marmi, provenienti da Verona. 

Il soffitto stranamente è piatto e decorato con grandi riquadri affrescati, in quello sopra all'arco, oltre il quale comincia il presbiterio è raffigurata la Gloria di San Francesco di Sales, che era il santo protettore di Laura Martinozzi. 

Lungo la navata spiccano invece delle grandi statue tutte di donne, chi sono? Sono tutte regine ed imperatrici poi proclamate sante, secondo il progetto originario dovevano rappresentare le virtù dei sovrani che regnavano o avevano regnato "per volontà di Dio". All'epoca infatti re ed imperatori erano più che convinti di aver ricevuto il loro potere direttamente per volontà divina. La targa sotto ciascuna statua illustra il motivo per cui è stata scelta. Qui abbiamo Santa Cunegonda, regina di Polonia, e Santa Margherita, regina di Scozia. 

Nella chiesa sono presenti anche un paio di opere d'arte che non fanno parte del progetto originario. La prima è la Madonna con Bambino, opera trecentesca di Tommaso da Modena; un frammento di un affresco più grande che dopo varie peripezie ha trovato qui la sua collocazione.

Ovviamente in una chiesa modenese che si rispetti non può mancare un monumentale Compianto sul Cristo Morto in terracotta. Questo è opera di Antonio Begarelli ed in origine si trovava nell'Oratorio di San Bernardino da Siena, oggi non più esistente. Venne spostato qui nel 1785 e nel 1823 sottoposto ad uno dei soliti discutibili restauri dell'epoca, che eliminò le pitture del Cinquecento e del Seicento. Addirittura pare che Giuseppe Malvasi, incaricato appunto del restauro del gruppo scultoreo, abbia modificato il volto di Giuseppe d'Arimatea (l'uomo che sorregge il corpo di Cristo) per dargli le sue sembianze!

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