MOSTRE "CARTIER E IL MITO" E "ANTICHE CIVILTA' DEL TURKMENISTAN" AI MUSEI CAPITOLINI DI ROMA
ACCESSIBILITA'
Entrambe le mostre sono accessibili.
LA MOSTRA "CARTIER E IL MITO"
La mostra sarà presente fino al 15 marzo ed espone dei gioielli veramente mozzafiato, come questa tiara, realizzata su commissione all'inizio del '900.
Questa spilla è composta da un micromosaico, intitolato Le colombe di Plinio, realizzato all'inizio dell'800. Non voglio immaginare quale lavoro di precisione ci sia dietro questo disegno che a me ha ricordato molto i mosaici paleocristiani che si vedono a Ravenna. Questi oggetti non sono preziosissimi solo per il valore dei loro materiali, ma anche per lo straordinario lavoro artigianale necessario per realizzarli.
Dalla Maison Cartier non sono usciti solo gioielli da fiaba, ma anche oggetti di uso pratico, sempre comunque realizzati in materiali preziosi, come questo orologio con calendario più o meno contemporaneo della tiara.
LA MOSTRA "ANTICHE CIVILTA' DEL TURKMENISTAN"
La mostra racconta delle antiche civiltà che si svilupparono nell'area dell'attuale Turkmenistan dalla preistoria, al I sec. a.C. Questi vasetti sembrano quasi delle moderne boccette di smalto e in effetti sono contenitori per cosmetici in clorite verde e bronzo, uno ha ancora il bastoncino per applicare il contenuto sulla pelle. Non è detto contengano smalto per unghie, anzi è estremamente improbabile; potrebbero però aver contenuto delle polveri per truccarsi o degli olii o unguenti profumati.
I reperti più sorprendenti provengono dalla città di Nisa Vecchia, un'importante città cerimoniale che faceva parte dell'Impero dei Parti, che dettero un bel po' di filo da torcere ai romani. In questa città, anche se non era la capitale, era probabilmente presente un palazzo imperiale o un santuario frequentato dalla dinastia regnante degli Arsacidi. Lo dimostrano alcuni reperti come delle gambe di un trono, o questo straordinario rhyton. Come si vede si tratta di un vaso a forma di corno che era usato per bere o più probabilmente, viste le dimensioni di questo esemplare, per versare dei liquidi nel corso di qualche cerimonia. Il vaso è in avorio con decorazioni a bassorilievo in alto e termina con una scultura a tutto tondo di leogrifo (un animale simile ad un grifone), certamente un oggetto degno di un imperatore.
La civiltà dei Parti si sviluppò lungo la via della seta, in un'area in cui subì gli influssi di varie culture, tra i quali quella greco-ellenistica, Alessandro Magno infatti conquistò anche quest'area, che dopo di lui venne governata dai suoi successori per un po'. La caduta dei regni ellenistici però non cancellò anche il loro retaggio artistico e culturale, a Nisa Vecchia rimasero attive botteghe che realizzavano opere d'arte con soggetti e stile greci, come questa statua di una dea in marmo, che forse rappresenta Hekate (una divinità minore degli inferi).






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