MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE A FAENZA

 ACCESSIBILITA' 

Il museo è accessibile, ma per entrare bisogna andare a chiedere in biglietteria che aprano l'entrata accessibile. 

Il bagno disabili era abbastanza pulito. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Devo ammettere che il museo ha un percorso abbastanza caotico perché alcune aree sono divise per zone geografiche, mentre altre in ordine cronologico. La prima sala illustra l'evoluzione dei forni per la cottura delle ceramiche. Qui vediamo una struttura di mattoni con sotto lo spazio per il fuoco ed i manufatti da cuocere impilati e protetti da involucri di terracotta. 

Oggi la ceramica non viene usata solo per oggetti quotidiani, ma anche per realizzare protesi, come mostra questa figura. 



In questo museo non poteva mancare una larga sezione dedicata alle porcellane cinesi, d'altronde la Cina ha detenuto il segreto assoluto sulla produzione della porcellana fin quasi al '700. La porcellana, rispetto alla ceramica, ha un impasto chimicamente diverso e viene cotta a temperature più alte, consentendo la realizzazione di oggetti molto più sottili e ricchi di dettagli. Qui abbiamo due contenitori per alimenti, uno costituito da vari pezzi impilati e l'altro che somiglia più ad una tazzina con coperchio; entrambi sono stati dipinti con smalti. 

A Faenza si produce soprattutto la maiolica che teoricamente è una ceramica con un impasto particolare, che però viene rivestita con uno smalto speciale in modo da essere impermeabile ed apparire molto lucente, ma non è porcellana. Questa statuetta della fine dell'800 rappresenta una baccante, da sempre infatti, accanto agli oggetti di uso pratico, la ceramica, la maiolica e la porcellana sono state impiegate anche per realizzare vere e proprie opere d'arte. 

Anche scultori famosi hanno realizzato opere usando i vari tipi di ceramica, in questo caso il grès (che è un materiale ancora diverso da quelli che vi ho appena elencato). La scultura è di Jean René Gauguin e rappresenta Adamo ed Eva, è ridotta in questo stato pietoso perché durante la Seconda Guerra Mondiale il museo venne bombardato; infatti non è l'unica opera danneggiata esposta. Pensate a quale lavoro certosino sia stato necessario per cercare di ricomporre le centinaia di oggetti che erano stati ridotti in cocci.  

LA MOSTRA

L'esposizione Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura ripercorre quasi duecento anni di attività di una delle manifatture di porcellana più famose d'Italia. Ovviamente molti oggetti sono parti di servizi da tavola. Abbiamo ad esempio una giardiniera, ovvero una grande ciotola che veniva usata per servire delle insalate, ornata con figurine di satiri e di putti; e un intramontabile servizio da tè con il bordo dorato che venne realizzato circa a metà del 1800. Anzi più precisamente si tratta di un tête-à-tête ovvero un servizio per sole due persone, perfetto magari per un appuntamento romantico (o anche per un incontro con l'amante). 

Ma la Ginori, non ha prodotto solo piccoli oggetti da tavola, qui vediamo una serie di grandi vasi che oggi per la loro particolarità definiremmo senza dubbio oggetti di design. 

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