PALAZZO CHIGI AD ARICCIA
ACCESSIBILITA'
Il palazzo è quasi tutto accessibile a parte l'ultima sala della pinacoteca.
Nel bagno disabili non ci sono le maniglie.
COSA C'E' DA VEDERE
Il palazzo venne trasformato in una residenza barocca dalla famiglia Chigi, che lo acquistò dai Savelli, in origine si trattava di un castello. L'architetto Carlo Fontana nel riprogettare l'aspetto esterno mischiò elementi tipici dei castelli, come le torri angolari, e dei palazzi nobiliari, come le grandi finestre.
Gli interni sono spettacolari perché rimasti pressoché immutati dal '600, la sala più bella è senza dubbio questa: la Sala Maestra. L'impressione che si ha è quella di ritrovarsi in una veranda aperta su un pergolato con uccelli ed animali esotici, come una scimmietta. Molte famiglie nobili si divertivano a tenere in casa scimmie o uccelli esotici appunto perché venivano da lontano ed erano segno di ricchezza.
Come spesso accade nei palazzi nobiliari addirittura dal Medioevo alcune sale erano decorate con cicli pittorici che riprendevano poemi o leggende famose, spesso si trattava o di più o meno mitici antenati della famiglia o di personaggi che incarnavano modelli di virtù, nelle quali i proprietari dei palazzi si riconoscevano o volevano riconoscersi. Oppure poteva essere un modo per fare sfoggio della propria cultura. Anche questo palazzo non fa eccezione, il principe Sigismondo Chigi verso la fine del '700 commissionò a Giuseppe Cades un ciclo di pitture che ripercorre il poema L'Orlando furioso di Ariosto.
Il fatto che anche gli appartamenti dei vari membri della famiglia abbiano conservato le decorazioni ed addirittura il mobilio originario ha reso il palazzo un set perfetto per girare film in costume. Questa era la camera da letto della principessa russa Maria Bratinsky, imparentata con i Chigi e rifugiatasi qui dopo la rivoluzione del 1918; ma è stata usata anche da Visconti per il film Il Gattopardo, diventando la stanza del Principe di Salina.
Uno dei quadri più importanti del palazzo è senza dubbio La presa di Cristo, riconosciuto come opera di Caravaggio. Tra l'altro, cosa veramente rarissima, il dipinto conserva la sua cornice originaria, lo sappiamo dagli inventari della collezione Mattei, da cui proviene.
In una delle sale sono esposti alcuni reperti archeologici provenienti dalle proprietà della famiglia, come questa spada con ancora il suo fodero. Si tratta di un'arma di età imperiale romana, ritrovata in circostanze molto particolari nel 1976 un monumento medioevale lungo l'Appia Antica, noto come Torrione Chigi, crollò e si scoprì che era stato costruito sopra un mausoleo romano. Il sepolcro conteneva un sarcofago in pietra con dentro una salma ancora ben conservata che era stata avvolta in un sudario intessuto d'oro, sotto il sarcofago venne ritrovata questa spada con impugnatura e fodero in avorio. La cosa strana è proprio la posizione della spada, perché era sotto il sarcofago? Non è normale, di solito le armi, soprattutto quelle decorate e ricche come questa, venivano posizionate vicino al corpo, anzi molto spesso erano agganciate alla cintura del defunto. Perché un oggetto che oltre che un'arma doveva costituire un vero e proprio status symbol è finito sotto il sarcofago? Difficile fare ipotesi, confesso che anche a me non vengono in mente spiegazioni plausibili a parte la tanto banale quanto improbabile perdita accidentale della spada durante la tumulazione; tanto più che il monumento venne scavato e poi di nuovo interrato molto frettolosamente, senza che ci fosse il tempo di condurre ricerche approfondite in loco.






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