PALAZZO MILZETTI. MUSEO NAZIONALE DELL'ETA' NEOCLASSICA IN ROMAGNA A FAENZA
ACCESSIBILITA'
Il palazzo è accessibile, solo al piano terra ci può essere un problema nel raggiungere alcune stanze a causa di un paio di passaggi abbastanza stretti. Una carrozzina a rotelle standard ci passa, ma abbastanza a filo.
Nel palazzo sono disponibili sedie a rotelle per i visitatori.
Per il bagno disabili bisogna chiedere agli addetti.
COSA C'E' DA VEDERE
Il palazzo venne completamente ristrutturato all'inizio dell'800 su commissione del proprietario, il conte Francesco Milzetti. Milzetti aderì pienamente agli ideali napoleonici tanto da essere capitano colonnello della Regia Guardia e capo della Compagnia di Romagna, entrambi corpi al servizio di Napoleone. Fece quindi decorare il proprio palazzo attingendo a piene mani dalla cultura neoclassica che era dominante nell'impero napoleonico. Il principale artefice di queste decorazioni fu il pittore Felice Giani, che non tralasciò assolutamente nessuna stanza del palazzo, questo ambiente circolare dalle decorazioni a fondo nero, che gli danno un'atmosfera assolutamente unica in realtà non è altro che l'antibagno. Infatti la porta aperta dietro di me immette in una vasca da bagno scavata nel pavimento. (Questa è la sala a cui portano i passaggi stretti di cui vi parlavo).
Al confronto questa camera da letto sembra quasi poco decorata. Notate comunque una particolarità: il letto è sistemato in una nicchia, avete capito il perché? Malgrado nelle dimore nobiliari cominciasse a comparire qualche innovazione, il riscaldamento lo dovevano ancora inventare; dunque nell'800 l'apertura che mette in comunicazione la nicchia con il resto della stanza veniva probabilmente chiusa da una tenda per cercare di conservare meglio il calore, è lo stesso principio dei letti a baldacchino. Queste due stanze facevano parte dell'appartamento che il conte usò prima di sposarsi.
Salendo al primo piano troviamo le sale di rappresentanza e la sala grande lascia letteralmente a bocca aperta. Anche se le decorazioni sono molto più sobrie rispetto alle altre sale. La stanza è di forma ottagonale con quattro lati ornati di colonne. I bassorilievi sulle altre tre pareti (l'ultima è completamente occupata dalle finestre) raccontano invece il mito di Fetonte, il giovane figlio di Apollo che chiese al padre di poter guidare il carro del sole, ma non essendo abbastanza esperto per guidarlo perse il controllo dei cavalli. Per impedire che il sole piombasse sulla terra, Giove dovette scagliare uno dei suoi fulmini contro Fetonte, facendolo cadere dal carro. Il giovane cadde quindi nel fiume Eridano (il Po) e morì, mentre le sorelle che lo piangevano vennero infine trasformate in pioppi.
Su questo piano troviamo anche l'appartamento che Francesco Milzetti fece costruire per sé e la moglie, Nella camera da letto troviamo Cupido sospeso a mezz'aria che tra l'altro si mette un dito davanti alla bocca per dire di non disturbare i coniugi. Il soffitto invece è ornato, come tutti quelli di questo piano, con storie riprese dalla mitologia greca e romana o racconti cavallereschi. In questo caso è presente Ulisse e nel riquadro centrale si vedono lui e Penelope che si avviano verso la loro camera dopo il ritorno ad Itaca dell'eroe. Questo è anche un po' un rimando alla vita di Francesco Milzetti, che era spesso in giro a combattere, mentre sua moglie rimaneva a casa ad aspettarlo.




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