PINACOTECA DI FAENZA
ACCESSIBILITA'
La pinacoteca è accessibile, soltanto è un po' laborioso entrare. L'ingresso ha una scalinata, quindi bisogna o chiamare il numero segnato su una targhetta accanto all'entrata oppure mandare qualcuno in biglietteria ad avvertire.
Una volta arrivati all'ascensore il museo è accessibile, bisogna solo chiedere agli addetti per essere portati ai vari piani.
COSA C'E' DA VEDERE
La pinacoteca parte con dipinti medioevali, come questa classica pala d'altare di fine '400 che rappresenta la Madonna in trono tra i santi Michele Arcangelo e Giacomo Minore, dipinta da Marco Palmezzano. Si vede che rispetto ai dipinti di qualche secolo prima, la costruzione prospettica è chiaramente migliore, ma abbiamo comunque delle figure molto statiche e praticamente isolate l'una dall'altra. Questo quadro è comunque notevole per i colori ancora estremamente vividi.
Passa appena un secolo e lo stile anche delle scene religiose cambia parecchio in questa versione di San Francesco riceve le stimmate Filippo Bellini dipinge una scena estremamente realistica, incorniciando l'episodio in un paesaggio naturale con addirittura un paio di viandanti in secondo piano e un compagno di Francesco che legge apparentemente senza accorgersi di nulla.
E a proposito di realismo guardate che differenza c'è tra San Giuseppe col Bambino, dipinto da Elisabetta Sirani, e la Madonna col Bambino che vi ho mostrato prima. Nella pala di Palmezzano abbiamo una donna in posa solenne con appena un accenno ad un gesto di tenerezza ed un bimbo che sembra comportarsi come un adulto, seduto bello dritto in atteggiamento benedicente. Qui invece abbiamo quello che potrebbe essere un normalissimo momento di tenerezza tra un padre e il suo figlioletto. Gesù Bambino dorme tranquillo in braccio a San Giuseppe afferrandogli un dito, dal Canto suo San Giuseppe lo guarda teneramente, anziché fissare quasi impassibile lo spettatore.



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