BASILICA DI SANT'AMBROGIO A MILANO

 ACCESSIBILITA'

La chiesa è accessibile ad eccezione della cripta e della base del campanile. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Sebbene sia stata completamente ricostruita tra il 1088 e il 1099, la basilica ha mantenuto intatta la pianta dell'edificio paleocristiano voluto da Sant'Ambrogio in persona sul punto in cui erano state ritrovate le spoglie dei martiri Gervasio e Protasio. L'ingresso del complesso non coincide quindi con l'ingresso della chiesa vera e propria, ma in mezzo c'è un quadriportico che in architettura viene di solito chiamato l'atrio dei catecumeni e che è una costante degli edifici paleocristiani. Nel IV secolo infatti, sebbene il cristianesimo fosse ormai la religione più importante non era ancora l'unica religione praticata, in più c'era lo scontro tra cattolici ed ariani. Per questi ed altri motivi non era usanza battezzare i bambini appena nati, ma la maggior parte dei cristiani si faceva battezzare da adulto; i catecumeni sono appunto coloro che si stanno convertendo alla fede cristiana, ma che non sono ancora stati battezzati e per questo motivo non potevano accedere alle funzioni religiose e le seguivano dall'atrio. 

La facciata della chiesa è decisamente romanica e per via del tetto che non è interrotto nel passaggio tra la navata centrale e quelle laterali è definita a capanna. Inoltre è abbellita da due logge una sopra l'altra, quella inferiore poi non è altro che uno dei lati del quadriportico. A proposito del quadriportico è chiaro che quando venne costruita la chiesa romanica non serviva più come atrio dei catecumeni, a quell'epoca i bambini venivano battezzati alla nascita; venne però mantenuto come luogo dove potessero riunirsi i fedeli. 

Tra le opere degne di nota all'interno della basilica c'è senza dubbio l'altare di Sant'Ambrogio, realizzato in oro e pietre preziose nel IX secolo e in origine destinato a conservare i corpi di Gervasio, Protasio e soprattutto Ambrogio stesso. Il ciborio (baldacchino) che lo sovrasta è più recente di forse un secolo, sorretto da colonne che provengono dalla basilica precedente e decorato con bassorilievi in stucco dipinto. 

Peccato che il mosaico dell'abside sia quasi interamente nascosto dal ciborio, a meno ché uno non lo guardi dalle absidi delle navate laterali. Il mosaico ha dovuto essere parzialmente ricostruito dopo i bombardamenti del '45, ma le parti originali risalgono all'XI secolo. Al centro spicca Cristo in trono attorniato da vari santi, mentre ai lati, più in piccolo, ci sono due scene della vita di Sant'Ambrogio. 

L'ambone (ovvero il pulpito) della chiesa è un altro esempio di riutilizzo di materiali antichi, poggia infatti su colonne di epoca romana e su un antico sarcofago detto "di Stilicone". Stilicone era un generale dell'imperatore Teodosio e poi reggente di suo figlio Onorio, ma questo probabilmente non è il suo sarcofago, semplicemente avendo una decorazione così di qualità nel Medioevo venne attribuito ad un personaggio di rango. Il pulpito vero e proprio è decorato con scene tratte dalle opere di Sant'Ambrogio. 

Oggi i corpi di Sant'Ambrogio e dei santi Gervasio e Protasio sono custoditi nella cripta della basilica. 

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