CAPPELLA DI TEODOLINDA DEL DUOMO DI MONZA

 ACCESSIBILITA' 

La cappella è visitabile soltanto con visita guidata, per accedere con una sedia a rotelle bisogna avvertire in anticipo perché montino la pedana.

COSA C'E' DA VEDERE

La Cappella di Teodolinda si trova nel transetto sinistro del duomo e venne affrescata nel '400 dagli Zavattari su commissione del Duca di Milano Filippo Maria Visconti. Lo straordinario ciclo pittorico racconta la storia di Teodolinda, dalla quando venne scelta come sposa dal re longobardo Autari alla morte e sepoltura nel Duomo di Monza. Ma questo ciclo non è solo un omaggio all'importante regina, quanto un manifesto politico. Teodolinda infatti dopo appena un anno dalle nozze con Autari rimase vedova senza aver generato un erede, i nobili longobardi allora le permisero di scegliersi un nuovo marito che sarebbe diventato il loro re, Teodolinda scelse il Duca Agilulfo. Il punto è che in questa vicenda la corona passò da un sovrano all'altro per tramite di una donna (ricordatevi che siamo nel Medioevo, all'epoca una cosa del genere era tutto fuorché scontata) e qui arriva il parallelismo con Filippo Maria Visconti che aveva avuto soltanto... una figlia, Bianca Maria Visconti. Filippo usò quindi questo episodio storico per giustificare la sua decisione di nominare propri eredi Bianca Maria e suo marito Francesco Sforza. Il ciclo pittorico è straordinario anche per l'incredibile abbondanza di foglia d'oro e d'argento; c'è anche una curiosità: nella scena del matrimonio tra Teodolinda ed Agilulfo sulla tavola compaiono per la prima volta dei dolci che dovrebbero essere confetti. 

All'interno dell'altare è invece conservata la Corona Ferrea (questa è una copia) che non è altro che la corona ufficiale del Regno d'Italia fin dai tempi di Teodolinda, secondo la leggenda sarebbe stata donata alla regina dal papa in occasione della nascita di suo figlio Adaloardo, ma sarebbe stata realizzata per volere di Sant'Elena, madre di Costantino, come copricapo per il figlio, inserendovi anche uno dei chiodi coi quali Gesù venne inchiodato alla Croce. I dati scientifici in questo caso però sono un po' caotici: le sei placche che attualmente compongono la corona risalgono a secoli diversi compresi tra il V e il X e non c'è traccia di elementi in ferro. Tutta leggenda quindi? Forse no... La corona attuale infatti è piccola, troppo piccola per poter essere indossata da un uomo adulto, e due giunture presentano dei danni, questo potrebbe supportare l'ipotesi che in origine le placche fossero otto e che le due mancanti (proprio quella frontale e la sua dirimpettaia) fossero collegate da una sorta di arco che conteneva il Chiodo; noi infatti sappiamo per certo che la corona non sia stata modificata dall'incoronazione di Carlo V nel 1530, quando dovette essere montata su un cappello di velluto perché l'imperatore potesse indossarla; ma prima di quella data non abbiamo notizie certe sul suo aspetto, sappiamo solo che c'era e che venne usata da vari imperatori. Un'ulteriore prova indiretta del fatto che questo monile non fosse come gli altri lo darebbe il fatto che sia da sempre stato conservato come una reliquia e che malgrado sia in fin dei conti poco preziosa (le lamine d'oro sono sottilissime ed è decorata con smalti e pietre di scarso valore) e decisamente scomoda essendo così piccola, nessun imperatore abbia mai pensato di sostituirla con una corona più preziosa e più comoda; questo fatto si può spiegare solo in un modo: il suo valore simbolico era talmente alto da renderla insostituibile (una reliquia della Passione di Cristo al suo interno effettivamente l'avrebbe resa tale). Ultima curiosità: anche Napoleone volle usarla quando si incoronò Re d'Italia ed escogitò questo stratagemma: la prese dal cuscino di velluto, se la tenne sospesa sopra la testa mentre pronunciava la famosa frase "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca", poi la baciò in quanto è considerata una reliquia sacra e la ripose sul cuscino. 

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