TESORO DELLA BASILICA DI SANT'AMBROGIO A MILANO
ACCESSIBILITA'
Il museo si trova nei locali annessi alla basilica. Per accedere dalla basilica bisogna chiedere di attivare il montacarichi.
Per accedere al Sacello di San Vittore ci sono alcuni scalini.
Il bagno disabili l'ho visto indicato, ma non so in che condizioni fosse.
COSA C'E' DA VEDERE
Molti ambienti conservano ancora affreschi e mosaici. L'Oratorio della Passione venne commissionato dalla confraternita di Santa Maria della Passione, un'associazione di laici. Costruito nel 1477, venne affrescato da artisti della scuola di Bernardino Luni, purtroppo con lo scioglimento della confraternita nel 1812 il locale venne adibito a vari usi, tra i quali anche un laboratorio tessile, e gli affreschi vennero staccati finendo dispersi. Di alcuni si sono perse le tracce, mentre altri si trovano oggi in collezioni private o al Victoria&Albert Museum a Londra.
Il Sacello di San Vittore in Ciel d'Oro è più antico della basilica stessa. Si tratta infatti di un'edicola sorta sul luogo di sepoltura di San Vittore, un soldato romano giustiziato per non aver voluto rinunciare alla sua fede, voluta dal vescovo Materno. Successivamente Sant'Ambrogio vi fece deporre il corpo di suo fratello, San Satiro. Al centro della volta si trova raffigurato San Vittore. Più in basso, a figura intera, si vedono altri santi milanesi e due vescovi, da un lato Materno, che fece costruire la cappella...
... E ovviamente dall'altro Ambrogio. Sebbene non ci sia accordo tra gli studiosi riguardo una precisa datazione dei mosaici, essi sono molto probabilmente stati realizzati non troppo tempo dopo la morte di Ambrogio o addirittura mentre il vescovo era ancora in vita. Gli indizi sono principalmente due; prima di tutto Ambrogio non ha l'aureola né è definito "santo" ed è in abito civile; in più questo è un vero e proprio ritratto, i tratti somatici qui rappresentati coincidono con quelli ricostruiti sulla base del teschio, l'immagine è infatti considerata la più realistica rappresentazione di Sant'Ambrogio giunta fino a noi. Appare quindi logico pensare che l'artista avesse visto dal vivo Ambrogio o al massimo avesse potuto parlare con persone che lo conoscevano.
Nel museo si trova anche questo cippo, la Colonna di San Protasio, che raffigura Cristo in Pietà. Quindi che c'entra San Protasio? Secondo la tradizione questa colonnina realizzata nel XIV secolo e che in origine si trovava nei pressi del Castello Sforzesco segnava il punto esatto in cui Protasio venne decapitato.
Questi invece sono i frammenti di un letto di legno, ritrovati nel 1938 all'interno dell'altare di San Vittore in Ciel d'Oro. Alcuni documenti del 1576 attestano la presenza di questi frammenti tra gli averi dei monaci che gestivano la Basilica, definiti come "vecchissima reliquia". L'ipotesi è che si tratti del letto dove Ambrogio spirò nel 397 o del catafalco sul quale venne esposto il corpo durante la veglia funebre (o magari entrambe le cose). I frammenti non hanno una datazione certa; tuttavia in questo caso è possibile che la storia possa essere vera, un letto dopotutto è un oggetto un po' bizzarro da conservare a meno ché non sia legato ad una persona veramente importante e considerando che Sant'Ambrogio è morto a Milano e che la sua veglia funebre si è svolta all'interno della basilica parrebbe possibile che sia stato conservato dopo la cerimonia, mentre sembrerebbe un po' strano supporre che si tratti di un falso arrivato da chissà dove. Questi però sono solo ragionamenti teorici, dimostrarli è un'altra faccenda.





Commenti
Posta un commento