COLLEZIONI COMUNALI D'ARTE DI BOLOGNA
ACCESSIBILITA'
La collezione si trova all'interno della sede del comune ed è accessibile.
I bagni sono un po' imboscati, bisogna entrare nella Cappella Farnese e prendere la porta in fondo a destra.
COSA C'E' DA VEDERE
Sulla porta del palazzo comunale spicca la statua di San Petronio, vescovo e patrono della città.
Gli ambienti affrescati facevano parte dell'appartamento del Cardinale Legato, Bologna faceva parte dello Stato della Chiesa e il Cardinale Legato era il governatore della città per conto del papa. La Sala Farnese è decorata con affreschi che illustrano eventi importanti avvenuti a Bologna e non può mancare l'incoronazione ad imperatore di Carlo V d'Asburgo, svoltasi nella chiesa di San Petronio.
Dalla Sala Farnese si accede alla Cappella Farnese con un ingresso monumentale, oggi questa stanza non è più consacrata, ma usata per eventi o conferenze; alle pareti sono stati sistemati numerosi affreschi strappati a tema religioso, l'episodio dipinto qui è la presentazione di Maria al Tempio.
La sala più spettacolare è senza dubbio la Galleria Vidoniana con un magnifico soffitto dipinto a false architetture che incorniciano scene a tema mitologico.
La maggioranza dei soffitti ha ancora i suoi affreschi originari, eseguiti tra il '500 ed il '700, questo appartiene all'inconfondibile stile a grottesche.
Al termine del percorso si arriva nella sala "alla boschereccia" ovvero un ambiente con tutte le pareti ed il soffitto decorati in modo da dare l'illusione di trovarsi in giardino sotto un pergolato. Sulle pareti sono dipinte persino delle fontane.
La Sala Urbana ha una decorazione ancora più particolare, venne commissionata nel 1630 dal Cardinale Legato Bernardino Spada, il quale vi fece raffigurare gli stemmi di tutti i suoi predecessori a partire dal Medioevo.
All'interno delle stanze troviamo alcuni mobili, come questo che aprendosi rivela una finta architettura che ricorda un teatro dell'antica Roma...
Ma principalmente ci sono dei quadri. Partiamo con il pezzo forte il Ritratto di Gonfaloniere eseguito da Artemisia Gentileschi. Sappiamo dalla scritta sul bordo esterno della tela che il ritratto venne eseguito a Roma nel 1622, ma non abbiamo la più pallida idea di chi sia il gentiluomo rappresentato, se non che lo stendardo lo identifica come un gonfaloniere pontificio e la croce sul petto come un cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Frutto di una donazione è invece una serie di tele ad argomento mitologico di Donato Creti, questa rappresenta Achille e Chirone. Il centauro Chirone fu il precettore del giovane Achille e in questo momento gli sta insegnando a tirare con l'arco.
Un'altra sezione è invece dedicata al collezionista e pittore neoclassico Pelagio Palagi, che in questa tela non ci porta in Egitto bensì a Roma con una Veduta delle Mura Aureliane con la piramide di Caio Cestio.
Infine direi che questo modellino spieghi bene il motivo per cui Bologna era considerata la città delle torri, effettivamente è quasi impossibile contarle, ma a che cosa servivano? No certo a scopo difensivo, visto che sono sparse per tutta la città... erano le case delle famiglie nobili del Medioevo e ovviamente più una famiglia era ricca e influente più alta era la sua torre.












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