TOMBE A ETRU. MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA A ROMA

 ACCESSIBILITA' 

Al momento il museo e la villa sono in ristrutturazione, quindi c'è un po' di caos in alcuni passaggi. 

A parte le prime sale, il percorso museale è accessibile, ci sono però molti servoscala lungo la via e bisogna sperare che nessuno faccia le bizze. 

Per accedere alla sala di Apollo c'è uno scalino. 

Il bagno era abbastanza pulito. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Tanto per cominciare diamo un'occhiata alla villa, anche se delle decorazioni non è rimasto molto il portico conserva ancora uno straordinario pergolato dipinto. 

All'interno del giardino è stato ricostruito un tempio etrusco. A differenza di quelli greci, i templi etruschi di solito avevano le colonne soltanto davanti e forse dietro la cella, è quello che in architettura viene chiamato il pronao, ed erano decorati con formelle di terracotta dipinta e statue sul tetto. Oggi all'interno c'è un video, ma in un tempio avremmo trovato la statua della divinità. Purtroppo però la maggior parte è andata completamente perduta perché non erano edificati in marmo come in Grecia, bensì in legno e mattoni, materiali deperibili o facili da asportare e riutilizzare una volta che l'edificio fosse caduto in disuso. 

Entrando nelle sale cominciamo da quelle che sono ad oggi considerate le origini della civiltà etrusca: la civiltà villanoviana, nota soprattutto dalle necropoli. Molto diffuse in questa fase sono le urne cinerarie a forma di capanna, ma attenzione; questa non è l'abitazione di un contadino, un'urna cineraria simile poteva permettersela solo un uomo di rango elevato dunque è probabile che rappresenti la sua dimora. Tornando all'origine degli Etruschi, per molto tempo essa è stata un mistero; questo popolo non ci ha lasciato testi storici scritti e la loro lingua a tutt'oggi non è stata ancora pienamente decifrata, per di più gli storici greci riportano versioni discordanti sulla loro origine. Ad aggiungere un ulteriore domanda è il fatto che l'etrusco sia una lingua che non risulta imparentata con nessuna altra lingua nota, dunque è impossibile capire se questo popolo sia sempre vissuto qui o sia arrivato da qualche altra parte cercando popoli con lingue simili. Ad oggi comunque i reperti archeologici suggeriscono che la cultura etrusca discenda direttamente da quella villanoviana. 

Passa poco più di un secolo e le tombe decisamente si fanno molto più ricche. Anche questa doveva appartenere ad una persona di rango decisamente elevato, sono stati rinvenuti perfino i resti di un carro in legno e bronzo e due curiose statue che oggi sono state ricostruite. Hanno le mani e la testa di bronzo ed il corpo che doveva essere realizzato in materiale deperibile (legno probabilmente) e poi forse rivestito come se si trattasse di un manichino; chissà chi rappresentavano, il defunto ed un suo parente o magari il coniuge? Tutto attorno abbiamo tutto l'occorrente per cucinare e servire i cibi e le bevande in un banchetto. 

Dalle tombe maschili sono riemerse ovviamente delle armi e anche le protezioni dei guerrieri. In questo caso manca la corazza, che forse era in lino e cuoio e quindi si è decomposta, ma abbiamo gli schinieri (che funzionavano come parastinchi), lo scudo e l'elmo; vi ricorda qualcosa? Esatto, gli opliti greci, ma che c'entrano con gli etruschi? Il fatto è che, sebbene sia nata in Grecia, la tecnica di combattimento degli opliti ha finito anche per diffondersi ad altre civiltà, nel VI sec. a.C. anche i franti romani combattevano con un armamento simile, semplicemente perché erano le migliori armi dell'epoca, le armature da legionario che tutti abbiamo visto nei film si svilupperanno da queste armi, ma solo secoli più tardi. 

Questo è uno dei reperti più belli di tutto il museo: il Sarcofago degli Sposi, che appunto rappresenta una coppia intenta a partecipare ad un banchetto, nelle mani tenevano infatti dei piatti e delle coppe; nella civiltà etrusca infatti le donne di alto rango partecipavano alle feste accanto ai propri mariti. Il fatto che la maggioranza dei reperti etruschi provenga da necropoli, in passato ha dato l'impressione che questa civiltà fosse ossessionata dalla morte; tuttavia oggetti di questo tipo con due sposi felici che banchettano insieme dimostrano esattamente il contrario, queste persone volevano continuare a godersi la vita anche dopo la morte; il ché significa che non dovevano passarsela così male. Il fatto poi che abbiamo solo le necropoli è una conseguenza dei materiali deperibili con cui erano costruiti gli edifici, molto banalmente le tombe sotterranee o a tumulo sono rimaste lì indisturbate, mentre gli edifici e le città sono stati man mano sostituiti da quelli romani e poi medioevali. 

Un altro reperto straordinario è la Cista Ficoroni, e qui entriamo nel mondo femminile; questo contenitore in bronzo ornato dalle statuette di Dioniso (Bacco) con due satiri e decorato con scene del mito degli Argonauti, ha anche un'iscrizione. Da questa si scopre che Dindia Malconia lo regalò alla figlia, quasi sicuramente in occasione delle nozze, ma a che cosa serviva? Di fatto è un beauty case, conteneva gioielli, unguenti e profumi, insomma tutto ciò che serviva ad una ragazza per farsi bella. Ovviamente poi la cista è stata deposta nella tomba della sua proprietaria.

Il museo continua... ma direi che di gioielli, vasellame e statue ne parliamo domani...

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