MAO. MUSEO D'ARTE ORIENTALE DI TORINO
ACCESSIBILITA'
Il museo è accessibile.
Il bagno disabili al piano terra non era proprio pulitissimo.
COSA C'E' DA VEDERE
La collezione del museo è estremamente varia perché copre l'intera Asia con tutte le sue culture e civiltà.
Cominciamo con il buddismo, questa è la rappresentazione di uno Stupa, ovvero di un tumulo funerario circondato da un recinto circolare, nel quale secondo la tradizione sarebbero conservate una parte delle ceneri del Buddha. Dopo la morte del Buddha vari stati indiani si sarebbero contesi i suoi resti, dunque essi sarebbero stati suddivisi in numerosissimi siti, fino ad arrivare all'incredibile numero di ottantaquattro mila. Lo stupa per i buddisti è il simbolo dell'estinzione suprema del Buddha con il raggiungimento del paradiso.
Ovviamente ci sono numerose statue del Buddha, spesso raffigurato assiso in meditazione. Qui però vi mostro un dettaglio, avrete notato che il Buddha ha sempre i lobi delle orecchie molto grandi, questa caratteristica deriva dalla leggenda secondo la quale il futuro Buddha era figlio di un ricco principe indiano e abbia poi deciso di abbandonare la famiglia e gli agi per vivere una vita spirituale di contemplazione; i lobi delle orecchie deformati sono una conseguenza dei pesanti orecchini che era solito portare durante la giovinezza.
Nel corso dei secoli in India il buddismo ha convissuto con un'altra grande religione l'induismo. Qui ci sono alcune statue delle migliaia di divinità induiste. Lui è una delle principali: Visnù, con ai lati due dee rappresentate più piccole perché meno importanti; si tratta di Lakshmi, dea della fortuna e della ricchezza, e Sarasvati, dea della conoscenza.
In terrazza c'è una piccola esposizione di bonsai i famosi alberi in miniatura che possono avere centinaia di anni. A noi possono sembrare tutti uguali, ma in realtà esistono vere e proprie correnti di stile a seconda della forma che viene fatta assumere all'albero. Il primo ha 200 anni ed appartiene allo stile MOYOGI, eretto casuale; mentre il secondo è un vero e proprio bosco in miniatura e infatti appartiene alla corrente a bosco Yose-ue.
Si passa poi alla Cina e molti oggetti qui provengono da contesti funerari, come questo modellino di una casa, risalente alla dinastia degli Han Orientali (tra il I e il III sec. d.C). Questi modellini riproducono le tipiche case dei ricchi proprietari terrieri di ogni regione cinese, in un periodo in cui il potere centrale dell'imperatore era molto debole e i nobili locali sfoggiavano il loro potere e la loro ricchezza quasi come sovrani indipendenti.
Nel Medioevo in Cina arriva anche il Cristallo di Rocca, una varietà di quarzo quasi completamente trasparente che in Europa ed in Medio Oriente valeva addirittura più dell'oro ed era considerato il simbolo di purezza per eccellenza. Queste statuine rappresentano figure della tradizione buddista e taoista ed erano molto apprezzate dai collezionisti europei.
Dal Tibet, che attualmente fa parte della Cina, ma che per millenni è stato un paese indipendente con una propria cultura arriva anche il testimone di una storia tragica. La totale distruzione delle sue migliaia di monasteri buddisti e della sua identità culturale. In particolare il monastero di Densatil era stato fondato nel 1198 e comprendeva degli stupa giganteschi completamente ornati di sculture e bassorilievi, venne completamente raso al suolo. Questa statua era posta ad uno degli angoli di questi stupa e rappresenta il Re Guardiano del Sud, la foto la ritrae nella sua collocazione originale e ci mostra quale inestimabile patrimonio artistico sia andato perduto a causa dell'ignoranza e della volontà di alcuni di togliere al proprio popolo qualsiasi punto di riferimento che non coincida con le proprie idee. E per inciso non è una cosa accaduta solo in Cina, pensate ad esempio ai disastri che ha fatto l'Isis in medio oriente...
In tutte queste culture il Giappone è probabilmente quella più peculiare e con tradizioni esclusivamente proprie, perché per circa due secoli e mezzo, tra il 1603 e il 1868 durante il potere degli Shogun, il paese si chiuse, ma proprio ermeticamente, al mondo esterno; ebbe di conseguenza il tempo di sviluppare e consolidare una cultura unica al mondo. Ovviamente una cultura simile si riflette anche nell'architettura, come nelle tradizionali stanze del tè, nelle quali appunto avveniva quotidianamente la cerimonia del tè; e in tutte le arti questo paravento dipinto e dorato rappresenta delle gru, uccelli migratori che con il loro tornare sempre divennero simboli di un ciclo eterno e quindi di longevità.
La cultura persiana al contrario è probabilmente una delle più miste, perché si è sviluppata proprio nel punto di congiunzione tra le culture dell'Asia orientale e quelle mediterranee. Ma sicuramente tipica di questa civiltà è l'arte millenaria di realizzare i tappeti.
LA MOSTRA
L'esposizione realizzata da Shiota Chiharu si compone di questi fili completamente ingarbugliati che rappresentano la complessità dei rapporti umani.











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