MUSEO DEI GRANDI FIUMI A ROVIGO
ACCESSIBILITA'
Il museo è accessibile, ad eccezione di alcune passerelle sparse per la visita, ma non si salta nessuna stanza.
Bisogna però che qualcuno vada in biglietteria ad avvertire per arrivare all'ascensore.
COSA C'E' DA VEDERE
Il museo è ospitato all'interno dell'ex monastero degli Olivetani. Lungo i corridoi le porte che conducevano alle celle dei monaci conservano ancora delle decorazioni.
Il museo racconta la vita nella zona a partire dalla preistoria. Questi minuscoli pezzetti d'ambra non sono altro che scarti di lavorazione risalenti al XII sec. a.C., che provengono dalla zona del mar Baltico. Come vi ho già raccontato, la preistoria non era un'epoca in cui i gruppi umani vivevano isolati l'uno dall'altro e l'unica attività che conoscevano era andare a cercarsi il cibo, anche se non vivevano in vere e proprie città avevano costruito dei villaggi con una struttura sociale articolata e collegati dai mercanti che viaggiavano anche per lunghissime distanze. Ovviamente poi in questi villaggi abitavano anche degli artigiani che oltre a produrre oggetti di uso pratico, realizzavano anche ornamenti per le persone più importanti, come ad esempio collane d'ambra.
Una persona importante in quest'epoca avrebbe potuto apparire così. Le fibbie che fermano la veste e la cintura, così come la spada e gli schinieri (una sorta di parastinchi) a terra sono ricostruzioni di reperti effettivamente ritrovati in zona; mentre per i vestiti ci si è basati sui rarissimi reperti provenienti da varie parti d'Europa, ma chiaramente si è dovuto ricorrere ad un po' di fantasia. Nel museo è chiamato il Principe, ma è estremamente difficile capire come fossero organizzati questi villaggi preistorici, se quindi esistessero famiglie di guerrieri o sacerdoti che si passavano le cariche di generazione in generazione o se a prendere le decisioni fossero membri della comunità anziani o che si erano in qualche modo distinti e che quindi erano considerati degni di maggior rispetto a prescindere dalla famiglia in cui erano nati. Ad ogni modo è probabile che ogni comunità avesse il proprio sistema, solo perché in un villaggio c'era magari una famiglia di sacerdoti e sacerdotesse che comandava da generazioni, non significava che in quello accanto le decisioni non venissero prese da un gruppo di anziani scelti a prescindere dall'importanza della loro famiglia.
Questa invece è la ricostruzione dell'interno di una casa con il focolare al centro con un bambino o una bambina che macina dei cereali e attorno le varie aree in cui si svolgevano le attività domestiche; qui vediamo il telaio per la produzione degli indumenti e una donna che fila la lana. Ora, io vi ho appena fatto una bella tiritera sulla presenza di persone di rango sociale superiore ad altri, ma non pensate che il nostro ipotetico principe avesse una reggia; questo modello di abitazione andava bene per tutti dal contadino al principe. Al massimo si può supporre che le persone più importanti avessero una capanna leggermente più grande con qualche oggetto che fungeva da status symbol in bella mostra e che oltre alla famiglia ci vivessero anche alcuni servi o schiavi, ma la differenza probabilmente si fermava lì.
Numerose collane e gioielli realizzati con perline di vetro, oltre al ritrovamento dei resti delle fornaci usate per produrli, hanno letteralmente riscritto la storia. Hanno permesso infatti di capire che la tecnica per realizzare i primi oggetti in pasta vitrea (ovvero come la faiance egizia, un materiale composto da sabbie parzialmente vetrificate) non è arrivata in Europa dall'oriente, ma si è sviluppata nella zona in maniera indipendente dalla tradizione orientale.
Facciamo ora una piccola incursione in epoca romana e troviamo un vaso molto particolare: un bicchiere su cui è stato disegnato un volto, chissà perché l'artigiano che lo ha prodotto ha fatto questa scelta. Se vi sembra strano associare un oggetto del genere ai romani... forse è meglio che prima vi faccia notare una cosa a cui si pensa poco. Senza ombra di dubbio tra il I e il II secolo a.C. qui siamo all'interno dell'Impero Romano, ma prima dei romani qui vivevano popolazioni celtiche, così come nel resto dell'impero le popolazioni autoctone non erano state sterminate; dunque ogni regione spesso manteneva almeno una parte delle sue tradizioni artistiche ed artigianali che andavano a mischiarsi con quelle romane creando stili ibridi, spesso tipici di una regione. Questo oggetto molto particolare potrebbe essere una testimonianza di un processo culturale simile.






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