MUSEO OTTOCENTO DI BOLOGNA
ACCESSIBILITA'
Il piccolo museo è accessibile.
Non ho visto i bagni, né quello disabili né quello per gli altri.
COSA C'E' DA VEDERE
La collezione va dalla metà dell'Ottocento agli anni Trenta del Novecento e mostra le varie correnti artistiche che passarono anche per Bologna. La serenata di Alfonso Savini rispecchia di fatto i canoni della pittura che veniva insegnata nelle accademie con scene dal soggetto a volte storico o patriottico e a volte più leggero in particolare questo quadretto rientra nel periodo Goupil, che prevedeva scenette galanti o di vita quotidiana ambientate nelle dimore aristocratiche del Settecento. Forse il fatto di ambientare una scena galante non in un contesto contemporaneo al pittore, ma di un secolo diverso era un altro effetto dell'ipocrisia che caratterizzò la società ottocentesca, molto rigida ed attaccata alla morale, almeno in apparenza. Tutti sapevano che di tresche e appunto incontri un po' al limite tra una ragazza ed il giovanotto che le piaceva ne accadevano, ma si preferiva nascondere tutto per evitare uno scandalo; quindi anche i pittori queste scene erano costrette ad ambientarle nel Settecento che per di più aveva la fama di essere stato parecchio libertino.
Anche qui è arrivata l'influenza dei Macchiaioli, Luigi Bertelli con Pecore al pascolo rappresenta una scena rurale senza alcun abbellimento con un gregge di pecore che bruca ed una giovane pastorella che le sorveglia.
Arriviamo poi alla fine del secolo con alcuni ritratti, come questo Ritratto della Signora Melotti eseguito da Giovanni Masotti, un po' particolare per la posa di spalle della donna, ma che a me ha colpito soprattutto per quanto sia rappresentato bene il vestito; quando ho trovato l'angolazione giusta per riuscire a guardare il quadro senza riflesso. Ma possibile che nella metà dei musei sia sempre la stessa storia e non si riesca a posizionare le luci in modo da evitare fastidiosi riflessi sui dipinti?



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