PALAZZO ROVERELLA A ROVIGO

 

ACCESSIBILITA' 

Il palazzo è accessibile. 

I bagni erano puliti.

COSA C'E' DA VEDERE 

Il palazzo ha ancora un paio di soffitti affrescati veramente notevoli.

La maggior parte delle opere esposte provengono da collezioni delle famiglie di Rovigo e vanno dal '500 al Novecento, con anche autori di un certo peso. Il Palazzo della Mercanzia (Bologna) è stato dipinto a circa metà del secolo scorso da Mario Cavaglieri che con le sue atmosfere sofisticate ma allo stesso tempo decadenti voleva ricreare le immagini evocate da Dannunzio. 

Questo dipinto su carta di Giovanni Biasin rappresenta un Panorama di Venezia ed è lungo ben 22m, tanto che do dovuto filmarlo per mostrarvelo tutto. 

LA MOSTRA

La mostra Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi è in programma fino al 28 giugno e racconta l'amicizia ed il rapporto tra questi due importanti pittori dell'impressionismo.

Zandomeneghi e Degas divennero amici dopo essersi incontrati a Firenze e da allora si confrontarono a vicenda spesso dipingendo gli stessi temi. Cominciamo da quello "sociale", quando i due pittori mettono in scena i problemi della società in cui vivono. 

Il primo è Zandomeneghi, che nella tela Impressioni di Roma (I poveri sui gradini del convento di Aracoeli) rappresenta un gruppo di donne che mangiano ciò che hanno ricevuto come elemosina sulla scalinata monumentale del convento, progettata nel '500 dal Vignola. Il pittore mostra così le due anime di Roma, da un lato la magnificenza dei suoi monumenti e appena dietro l'angolo l'estrema povertà di molti abitanti. Degas invece dipinge il famosissimo Dans un café, meglio noto come L'absinthe (l'assenzio), rappresentando gli effetti dell'abuso di questo liquore, molto diffuso nella seconda metà dell'Ottocento. Vediamo due persone che in realtà non sono esattamente due poveracci qualunque si tratta della modella d'arte e attrice Ellen André e del pittore Marcellin Desboutin. Eppure entrambi siedono soli ad un tavolo con lo sguardo perso di chi in realtà è solo e non fa altro che affogare i propri dispiaceri nell'alcol. Rappresenta un po' il mondo in cui si muovevano i pittori impressionisti all'epoca, spesso bistrattati dai critici e in bilico tra povertà e fama; mentre ovviamente la morale non era tenera con le donne di spettacolo spesso equiparate addirittura a prostitute e spesso costrette ad avere relazioni con uomini per aggiudicarsi i ruoli e quindi il sostentamento. 

Pur dipingendo dal vero, anche Degas e Zandomeneghi si confrontano con i nudi femminili. Siamo nel 1886 ed è l'ultima mostra collettiva degli impressionisti. Dipingendo in questo modo ovviamente i nudi non sono più i soggetti di scene mitologiche, ma sono donne colte nel momento della toeletta. Sia la Donna che si asciuga di Zandomeneghi che la Donna che esce dal bagno di Degas notiamo la stessa scena, una donna benestante ha appena fatto il bagno in una tinozza e ora si sta asciugando prima di rivestirsi. Qui oltre alle differenze stilistiche tri i due notiamo alcuni retroscena della vita all'epoca: innanzitutto dal primo dipinto capiamo che il bagno non si fa nella stanza da bagno, ma si può fare anche in un'altra stanza... perché è lì che c'è la stufa e quindi che ci si può spogliare senza prendere troppo freddo. Nel secondo la brocca in primo piano ci ricorda che perché la padrona potesse lavarsi la domestica ha dovuto portare in casa l'acqua e scaldarla. E poi ci si stupisce che in passato ci si lavasse poco... 

Infine parlando di Degas, non possono mancare le ballerine. Zandomeneghi si tiene un po' fuori da questo tema se non con qualche sporadica eccezione come nella Visita in camerino, nella quale però mantiene delle forme molto composte. Al contrario come si sa Degas essendo più interessato allo studio dei corpi in movimento non si fa scrupoli nel rappresentare le sue ballerine in maniera a volte impietosa. Qui però abbiamo una statua Piccola danzatrice di quattordici anni che quando venne presentata al pubblico fece scandalo per i suoi lineamenti estremi tanto che si disse che sarebbe stata meglio in un museo di zoologia (nell'Ottocento non si era teneri con chi non aveva i tratti tipici europei). La giovinetta è rappresentata in una posa rigida e contratta mentre attende di andare in scena. L'espressione rivela tutte le emozioni di una ragazzina povera che vede nella danza l'unica speranza di riscatto sociale, come molte ballerine dell'epoca. A fare la modella per questa statua fu infatti la giovane Marie Van Goethem, figlia di poveri immigrati belgi, che però non riuscì a coronare i suoi sogni. 

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