SALE CHIABALESE AI MUSEI REALI DI TORINO

 ACCESSIBILITA'

Le sale sono accessibili.

Il bagno disabili era pulito. 

LA MOSTRA

La mostra Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio si è conclusa all'inizio di maggio e raccontava la storia del padre di Artemisia Gentileschi, mettendolo a confronto con altri pittori dell'epoca. 

Questa tela è una delle prime che Orazio realizza appena arrivato a Roma dalla Toscana e risente ancora dello stile cinquecentesco della regione, nel contratto l'artista si impegnò letteralmente a dipingere con "colori fini", vale a dire usando tonalità delicate, come appunto vediamo in questo quadro. 

L'inizio del '600 è però l'epoca in cui a Roma Caravaggio rivoluziona completamente la pittura e gli altri artisti, volenti o nolenti, si ritrovano a dover fare i conti con le atmosfere cupe e l'incredibile realismo di Caravaggio. Nel San Francesco d'Assisi sorretto da un angelo, si riconoscono i toni scuri, ma il realismo cede in favore di un maggiore equilibrio di luce, colori e posa dei personaggi. L'immagine risulta certamente delicata e ben dipinta, ma a dirla tutta poco spontanea. 

La Santa Cecilia spicca invece per la maestria con cui sono resi il mantello di seta bianca ricamato d'oro e d'argento, un retaggio della formazione toscana del pittore, e il colletto della veste che funge anche da collana, qui il gioiello ha un realismo impressionante anche perché il padre di Orazio era un orafo. 


Ovviamente non poteva mancare un confronto con un dipinto di sua figlia Artemisia, molto più vicina di lui allo stile di Caravaggio. La conversione di Santa Maria Maddalena venne realizzato quando Artemisia dovette andarsene da Roma in seguito allo stupro subito dal collega del padre Agostino Tassi, che sebbene avesse perso il processo, era abbastanza noto negli ambienti dell'aristocrazia romana da restare impunito e di fatto costringere la sua vittima a rifugiarsi a Firenze. Qui il volto tormentato di Maria Maddalena, che allontana lo specchio che simboleggia la vanità, probabilmente ricalca molto bene lo stato d'animo della giovane pittrice, sottoposta prima ad un processo umiliante e poi diffamata e costretta a lasciare Roma, sebbene dichiarata innocente. 

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