TEMPIO DELLA BEATA VERGINE DEL SOCCORSO A ROVIGO
ACCESSIBILITA'
La salita per accedere al portico ha le zanelle.
Per accedere alla chiesa vera e propria ci sarebbe una rampa mobile, ma quando ci sono andata io era rotta, quindi ho dovuto fare tre gradini.
Vi consiglio di ascoltarvi la visita guidata, è molto interessante.
COSA C'E' DA VEDERE
La chiesa a Rovigo è conosciuta anche come la Rotonda, malgrado la pianta sia ottagonale. Questa chiesa venne costruita per ospitare l'ennesima immagine miracolosa della Madonna (mi sembra sia diventato un mantra).
Sotto il portico della chiesa c'è una meridiana che serviva come al solito per regolare gli orologi a mezzogiorno. Ma il portico così grande per la popolazione locale aveva anche un'altra funzione: ospitare gli sfollati durante le alluvioni, che in questa zona a poca distanza dal fiume Po erano abbastanza frequenti.
All'interno la decorazione è veramente mozzafiato. Ovviamente il posto d'onore spetta all'immagine miracolosa della Madonna del Soccorso, un affresco quattrocentesco di pittore ignoto, che in origine era collocato vicino alle mura di Rovigo e che venne trasferito qui nel Seicento ed incorniciato con questo monumentale altare in legno dorato, opera di Giovanni Caracchio.
Tutte le pareti sono divise in tre fasce: in alto ed in basso troviamo i ritratti dei podestà di Rovigo, che andremo ad analizzare nel dettaglio tra un attimo. Mentre al centro, intervallati dalle statue degli apostoli, sono rappresentati 19 dei 115 miracoli che sembrano essere stati compiuti da questa icona nel giro di pochi mesi attorno alla fine del '500.
I dipinti che ritraggono i podestà hanno un'iconografia ben precisa: il podestà è sempre raffigurato in preghiera di fronte a Maria, tutti gli altri dettagli alludono al suo nome, alle sue virtù e alle sue azioni durante il governo della città. Facciamo un esempio più concreto; il signore rappresentato qui è accompagnato da San Giovanni, quindi il suo nome di battesimo è Giovanni, mentre in secondo piano a sinistra si vedono dei cavalli e dei soldati. Il podestà Giovanni Cavalli aveva dovuto arruolare delle truppe per conto di Venezia.
Incredibile come le persone analfabete in passato fossero abituate a notare i dettagli delle immagini facciamo lo stesso giochetto con un altro quadro. Qui abbiamo a sinistra il leone di San Marco e a destra le personificazioni di due fiumi, il Po e l'Adige. Il podestà Marco Michiel dovette fronteggiare le conseguenze di un'alluvione. E questa tecnica si potrebbe applicare a qualsiasi quadro di questa chiesa. E poi noi a volte pensiamo che in passato le persone ignoranti fossero anche sempliciotte? Ma proprio per niente, chi non sapeva leggere si abituava a capire il mondo anche tramite i significati nascosti delle immagini; un'abitudine che noi oggi con la nostra vita frenetica ed i social che ci abituano a contenuti sempre più immediati e da scorrere sempre più distrattamente stiamo perdendo.
Il soffitto è stato invece decorato da Vittorio Bressanin, rappresentando la Madonna che allontana un'epidemia dalla città. Il vescovo sta pregando davanti all'icona miracolosa, mentre attorno ci sono dei malati; proprio sopra l'icona appare la Madonna che scaccia le nuvole nere che rappresentano la malattia.







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