VILLA TURRINI ROSSI NICOLAJ A SAMOGGIA
ACCESSIBILITA'
La villa di solito non è aperta al pubblico, vengono organizzate visite guidate in occasione di alcuni eventi.
Il piano terra è accessibile, ma per arrivare al primo piano ci sono due rampe di scale e poi cinque gradini senza corrimano per l'ultima sala.
Il giardino ha un po' di ghiaia, ma è abbastanza accessibile.
Sul sito della villa c'è scritto che è presente il bagno disabili, ma non ho verificato di persona.
COSA C'E' DA VEDERE
La villa venne edificata nel '700 secondo i canoni delle ville di campagna dell'epoca con un corpo centrale destinato alla famiglia e due corpi laterali che servivano invece per le attività rurali e la servitù.
Ovviamente i campi coltivati non cominciavano subito dietro la villa, ma c'era un giardino, che in origine disponeva anche di uno stagno, alimentato dal vicino torrente Samoggia.
I Turrini arrivarono a far parte del patriziato bolognese abbastanza tardi rispetto ad altre famiglie, per questo la villa venne edificata solo nel '700, ma una volta divenuti nobili ci tenevano a non sfigurare, ecco dunque che nell'ingresso compare il loro stemma con il gallo, mentre i dipinti raccontano l'assedio di Breisach, un episodio della Guerra di Successione Spagnola, al quale partecipò anche Angelo Maria Turrini come ufficiale al servizio di Luigi XIV di Francia.
Uno dei pochi spazi rimasti praticamente originali è la cappella della villa, immancabile in tutte le dimore patrizie.
I dipinti però comprendono soprattutto paesaggi bucolici, alcuni inventati di sana pianta dai pittori. Era una moda settecentesca quella di dipingere quadretti con paesaggi immaginari, anche se spesso somiglianti con l'ambiente in cui si trovava la casa.
Un'altra moda era anche quella di ritrarre l'esterno dell'edificio negli affreschi all'interno, spesso inserendolo in scene di vita quotidiana dell'epoca, qui vediamo infatti i padroni di casa che escono per andare a fare una scampagnata e come spesso accade i gentiluomini sono a cavallo, mentre le dame comodamente sistemate su un calesse. Perché questa differenza? Perché come al solito alle donne era permesso cavalcare, ma solo all'amazzone, guai a mettersi a cavalcioni del cavallo, era scandaloso; il punto è che cavalcare all'amazzone è più difficile che farlo come gli uomini, quindi è probabile che le dame in generale preferissero rimanere sul calesse a spettegolare comodamente sedute che non correre dietro agli uomini in una posizione non troppo sicura. Queste rappresentazioni spesso sono una vera manna per gli storici dell'arte perché permettono di capire se un determinato edificio abbia subito modifiche e in tal caso quale fosse il suo aspetto originale.






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