AREA SACRA DI LARGO DI TORRE ARGENTINA A ROMA
ACCESSIBILITA'
Per arrivare al livello degli scavi c'è un montacarichi, poi si gira comodamente sulle passerelle.
I bagni non ci sono, né disabili né normali.
COSA C'E' DA VEDERE
Qui sono riemersi i resti di quattro templi risalenti a varie fasi della Roma repubblicana, ma queste rovine apparentemente anonime sono cruciali per la storia occidentale anche se nessuno se ne ricorda il motivo: è qui che Giulio Cesare venne assassinato. Un attimo, ma tutti a scuola abbiamo imparato che Cesare venne ucciso nel senato, effettivamente anche questo è corretto; allora dov'è l'inghippo? Il fatto è che di solito i senatori si riunivano nella curia del foro romano, ma nel marzo del 44 a.C. l'edificio aveva subito un incendio ed erano in corso i lavori di ricostruzione, di conseguenza non era agibile. In questa zona Pompeo Magno, pochi anni prima aveva fatto costruire un complesso di edifici che comprendeva anche una grande aula dove potessero riunirsi i senatori, la Curia di Pompeo; ecco dunque che quel fatidico giorno la riunione del senato venne convocata qui e qui si consumò uno degli omicidi più famosi e più carchi di conseguenze di tutta la storia.
Oggi la Curia di Pompeo non esiste più, dopo l'omicidio di Cesare il luogo venne considerato maledetto e distrutto. Tuttavia gli archeologi ne hanno identificato i pochi resti dietro ai templi B e C, sono i muri in fondo. I quattro templi che compongono l'area non hanno un'attribuzione precisa, in quanto non hanno restituito iscrizioni; si è però ipotizzato che il tempio B, in primo piano, fosse dedicato alla Fortuna; mentre il tempio C, che affacciava sul piazzale con la pavimentazione bianca, all'antica dea latina Feronia, protettrice dei boschi e soprattutto delle messi.
Il tempio A è il secondo più antico dell'area ed in origine sembra fosse dedicato a Giuturna, una ninfa che proteggeva le fonti. Oggi presenta ancora un altare ed i resti di un'abside perché sulle sue fondamenta venne costruita la chiesa di San Nicola dei Cesarini, alterando la pianta originale del tempio pagano per adattarla ai canoni di un luogo di culto cristiano.



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