CAMERA DEGLI SPOSI AL PALAZZO DUCALE DI MANTOVA

 ACCESSIBILITA' 

L'area del palazzo con la Camera degli Sposi è completamente accessibile. 

I bagni erano abbastanza puliti. 

COSA C'E' DA VEDERE

La Camera degli Sposi e le sale vicine ve le mostro a parte anche perché hanno un biglietto separato. 

La Camera degli Sposi venne affrescata dal Mantegna ritraendo la famiglia Gonzaga, che però è colta in un momento quasi di vita quotidiana. Il marchese Ludovico II è ancora in veste da camera ed ha appena ricevuto una lettera, mentre attorno a lui ci sono i suoi famigliari, a cominciare dalla moglie Barbara di Brandeburgo accompagnata dai figli. In piedi ci sono invece i vari cortigiani, che probabilmente stanno aspettando di sapere quali novità porta il messaggio. 

Mantegna in questa stanza realizza anche un altro dipinto molto famoso, quello sul soffitto, dove con un trompe-l'oeil compare un oculo da cui si vede il cielo. Dall'apertura si affacciano putti che giocano, dame e altre figure femminili; infine quasi per dare maggiore realismo alla scena si nota un vaso quasi in bilico sul bordo. 

Nelle sale adiacenti sono esposti alcuni oggetti ritrovati all'interno del palazzo, come addirittura delle scarpe del XVI secolo. Alcune hanno delle decorazioni e dei trafori che permettevano di vedere il colore delle calze. 

Sono poi presenti alcuni dipinti, in particolare la Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone faceva parte di un ciclo di opere che esaltava le imprese della famiglia Gonzaga, questo episodio in particolare avvenne il 16 agosto 1328, quando Luigi Gonzaga, appoggiato dai mantovani e da Cangrande della Scala, caccia Rinaldo Bonacolsi da Mantova e prende il suo posto come signore della città. Ovviamente per i Gonzaga questo era un episodio importantissimo. Questo dipinto è importante anche per un altro motivo: ritrae fedelmente come appariva Piazza Sordello nel momento in cui venne realizzato alla fine del Quattrocento; si può riconoscere quindi la facciata gotica del duomo e l'aspetto del Palazzo Ducale sulla destra, proprio su questo quadro si basarono i restauratori di inizio Novecento, quando si decise di riportare la facciata del palazzo al suo aspetto medioevale. 

Un'altra opera decisamente imponente è il Polittico di Cima da Conegliano, realizzato in origine per la chiesa di Sant'Anna a Capodistria. La struttura ricalca la tradizione quattrocentesca con la Madonna in trono al centro attorniata da vari santi in piedi, uno per ogni tavola di legno. 

Commenti

Post popolari in questo blog

PECCIOLI

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DI ROSIGNANO MARITTIMO

BATTISTERO E MUSEO DIOCESANO DI CREMONA