CATTEDRALE DI SAN PIETRO A MANTOVA

 ACCESSIBILITA' 

La cattedrale è accessibile per quanto riguarda la navata principale. Purtroppo la cappella del Santissimo Sacramento, il Battistero e il santuario della Vergine Incoronata hanno dei gradini, ma sono in parte visibili dalla chiesa.

Un'altra seccatura sono i ciottoli sulla piazza. 

COSA C'E' DA VEDERE 

La cattedrale è veramente un miscuglio di stili diversi, anche per colpa dei vari incendi di cui è stata vittima. La facciata è l'ultima parte della chiesa ad essere stata completata; venne completamente ricostruita a metà del Settecento completamente in marmo ed in stile tardo barocco. 

Prima di quella data la chiesa all'esterno aveva mantenuto l'aspetto gotico che le venne dato con la ristrutturazione del Quattrocento e che è rimasto intatto sul lato destro, dove si vedono ancora le guglie tipiche di questo stile. Il campanile invece è ancora più antico, ha uno stile romanico e venne eretto nella prima metà del XII secolo, quando tutta la chiesa venne rifatta per volere del vescovo Manfredo. 

All'interno lo stile cambia un'altra volta (mi sembra di essere ubriaca) e qui c'è una storia particolare: nel Cinquecento i papi decisero di demolire la Basilica di San Pietro a Roma, che era stata eretta a partire dai tempi di Costantino per costruire la chiesa attuale ed alcuni artisti non erano molto d'accordo, si stava distruggendo un monumento vecchio di circa mille anni, i pontefici comunque tirarono dritto. Giulio Romano, che aveva un grande rispetto per le opere d'arte antiche, non potendo salvare la basilica di Roma decise di farne una copia: ecco quindi che l'interno della cattedrale di Mantova viene rifatto il più possibile identico all'interno della Basilica di San Pietro alla fine del Quattrocento. 

Il soffitto è a cassettoni e nei riquadri si trovano scene dipinte, qui ad esempio si può riconoscere un'Annunciazione. 

Il presbiterio non è opera di Giulio Romano, l'architetto infatti morì prima di poter terminare l'intera chiesa. Alla fine a completare l'opera venne chiamato Giovan Battista Bertani, che finì la chiesa, ma modificò il progetto originale, soprattutto nelle parti ancora da realizzare. 

Alla fine del transetto sinistro si trova la cappella del Santissimo Sacramento, realizzata nel XVII secolo con uno stile simile a quello di Leon Battista Alberti. Qui si trova il dipinto di Domenico Brusasorci raffigurante Santa Margherita, che in origine era la pala d'altare della prima cappella di destra. 

Proprio le cappelle laterali della chiesa nascondono un'ultima curiosità: Giulio Romano aveva progettato una chiesa a cinque navate senza cappelle. Poi lo spazio tra le colonne delle navate più esterne venne chiuso con una cancellata, ma senza alzare muri divisori tra una cappella e l'altra per non alterare eccessivamente il progetto. Tra la prima e la seconda cappella di destra è stato posizionato un sarcofago datato tra il IV e il V secolo e purtroppo danneggiato dai vari spostamenti nel corso dei secoli, ma importante perché sul coperchio è presente una delle più antiche rappresentazioni del Natale conosciute. 

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