EX CHIESA DI SAN PAOLO A MODENA
ACCESSIBILITA'
La chiesa e i cortili accanto a lei sono accessibili, solo per entrare nella parte posteriore della chiesa c'è una salita parecchio ripida.
Nela parte sinistra della chiesa c'è anche il bagno disabili.
COSA C'E' DA VEDERE
La chiesa originale venne costruita prima del XII secolo, ma lei ed il convento adiacente subirono continue modifiche fino quasi ai giorni nostri.
La chiesa oggi è sconsacrata ed all'interno sono rimaste appena le decorazioni murali in stucco (che non si potevano asportare), ma la sua particolarità è un'altra: da fuori la chiesa sembra abbastanza lunga, ma quando si entra ci si ritrova in uno spazio che è a momenti poco più grande di quello di una chiesetta di campagna. Perché è così piccola?
La verità è che dietro questa parete si nasconde praticamente un'altra chiesa. Questo monastero infatti appartenne dal 1491 alle Monache agostiniane di Santa Maria della Misericordia, che come la maggior parte degli ordini femminili dell'epoca era sottoposto alla regola della clausura, in parole povere erano relegate a vita all'interno del loro monastero. Anche i contatti permessi con l'esterno erano estremamente limitati, al punto che le monache non potevano entrare nella chiesa insieme a persone provenienti dall'esterno nemmeno per seguire le funzioni religiose, alle quali assistevano da questo ambiente, collegato con la parte pubblica della chiesa da due finestrelle con grate ai lati della nicchia.
La chiesa delle monache è l'unico ambiente ancora decorato con statue di santi e delle scene della vita di Maria dipinte nelle lunette.
Andando a sbirciare nei locali dell'ex convento, appena dopo l'ingresso troviamo una targa dedicata a Maria Beatrice Vittoria di Savoia, moglie di Francesco IV d'Este e Duchessa di Modena, che ricorda il suo interesse per le ragazze povere che venivano educate all'interno del convento.





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