MUSEO DELLA CITTA' LUIGI TONINI A RIMINI

ACCESSIBILITA' 

Il museo è accessibile, bisogna solo farsi aprire l'entrata carraia. 

Il bagno era pulito. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Visto che nel post precedente vi ho parlato della Domus del chirurgo, cominciamo da lei, anche perché il museo le ha dedicato una bella sezione. Questo plastico tanto per cominciare è l'ipotetica ricostruzione del piano terra della casa, che probabilmente aveva anche un primo piano, dove viveva il medico. 

Ma ad essere state ricostruite, questa volta a grandezza naturale, sono anche i due ambienti che costituivano l'ambulatorio, grazie anche all'incendio che ha distrutto la casa e che ci ha lasciato tracce carbonizzate dei mobili. Ecco dunque l'ambulatorio e la stanza per il ricovero dei pazienti. Essendo così piccola poteva starci un solo paziente alla volta, ecco perché si pensa che venisse usata giusto per ricoverare determinati pazienti durante il giorno. Nell'ambulatorio si notano anche dei grandi mortai in pietra, all'epoca infatti medico e farmacista erano la stessa persona, il dottore faceva la diagnosi e poi preparava la medicina al paziente. All'epoca comunque i malati in generale venivano assistiti a casa, anzi probabilmente per le malattie più comuni non si andava dal medico, le donne ed in generale gli anziani della famiglia erano in grado di trattare i malanni comuni (pensate ai rimedi caserecci delle nostre nonne e bisnonne) quando si arrivava dal medico era perché c'era qualcosa di veramente grave.

Ecco poi la prova del fatto che qui abitasse non un semplice medico, ma proprio un chirurgo: 150 strumenti chirurgici in bronzo. Alcuni sono del tutto simili a strumenti moderni, come vi potrebbe confermare un chirurgo del giorno d'oggi; il loro studio ha permesso tuttavia di capire qualcosa di più del loro proprietario: qui infatti si trovano alcuni strumenti che servivano specificamente per estrarre le frecce dal corpo, questo ha fatto supporre che il medico avesse lavorato nell'esercito romano (ogni legione infatti aveva un determinato numero di medici tra i propri effettivi) e che dopo il congedo abbia comunque continuato ad esercitare la sua professione. 

Un oggetto curioso, che fa anche lui parte degli strumenti medici ritrovati, è questo vaso a forma di piede, che di fatto è una borsa dell'acqua calda. Si riempiva di liquido caldo o freddo a seconda delle esigenze e poi si posava sulla parte del corpo interessata, il piede in questo caso, per fare degli impacchi. 

In giro per Rimini sono riemersi numerosi mosaici di epoca romana, da quelli geometrici a scene con personaggi mitologici. Inoltre sono esposti alcuni ossuari in marmo o alabastro, che probabilmente appartenevano alle tombe di personaggi importanti. 


Il museo ha anche numerosi modellini dei monumenti romani ancora perfettamente visibili in giro per la città. Ecco dunque il Ponte di Tiberio, che collega le due sponde del fiume Marecchia. Questo era il punto di partenza della via Emilia. 

Ci sono poi le ricostruzioni delle due porte ancora visibili ai limiti del centro: l'Arco di Augusto, che fungeva sia da porta che da monumento commemorativo, e la Porta Montanara, che in origine era doppia probabilmente per tenere separati i due sensi di marcia dei carri ed evitare ingorghi o incidenti che bloccassero il traffico, tra qualche giorno vedremo quello che ne è rimasto. 

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