PALAZZO BAROLO A TORINO
ACCESSIBILITA'
L'ingresso delle carrozze è accessibile.
Durante la visita si trova un solo gradino per accedere alla terrazza.
Il palazzo è visitabile solo con visita guidata e oltre alle visite durante il giorno ne organizza anche alcune a lume di candela.
Il bagno era pulito.
COSA C'E' DA VEDERE
Il palazzo venne costruito sul finire del '600 per volere del conte Ottavio Provana di Druent, ma il palazzo già nel 1743 il palazzo è di proprietà dei Marchesi Falletti di Barolo (l'unica figlia di Provana era stata data in sposa al marchese di Barolo).
Il primo architetto a mettere mano al palazzo è Gian Francesco Baroncelli, che posiziona lo scalone monumentale esattamente al centro del palazzo davanti all'ingresso, contrariamente alla consuetudine seicentesca che di solito lo preferiva su un lato.
Gli interni vennero più volte rimaneggiati da vari membri della casata, per adattarli alla moda del momento. Il salone d'onore venne realizzato in stile rococò da Benedetto Alfieri, sul soffitto si vede Enea che viene accolto sull'Olimpo dagli dei, mentre le porte in alto erano i posti per i musicisti; malgrado si tratti della sala più grande del palazzo, il salone non è gigantesco, se si voleva organizzare un ballo non c'era abbastanza spazio sia per i ballerini che per gli orchestrali.
Uno degli appartamenti del palazzo venne ospitato anche Silvio Pellico, come segretario ed amico degli ultimi proprietari del palazzo, il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e sua moglie Giulia Colbert de Maulévrier.
Purtroppo l'appartamento in stile neoclassico dove vissero i due coniugi è andato in parte distrutto nel 1906, quando una parte dell'ala sud venne abbattuta per permettere l'allargamento dell'adiacente via Corte d'Appello; fortunatamente alcuni degli ambienti più importanti vennero letteralmente smontati e riallestiti negli altri spazi del palazzo.
Anche il mobilio non è originale. Quando Giulia Colbert, già vedova, morì senza figli nel 1864, lasciò tutti i suoi averi all'Opera pia Barolo, da lei fondata per assistere principalmente le ragazze povere di Torino. Come previsto dal testamento anche tutti gli arredi del palazzo furono venduti. Quando poi si decise di aprire il museo e riallestire l'appartamento nobiliare i mobili vennero presi in prestito dai magazzini di Palazzo Madama, ovviamente cercando di rispettare lo stile e l'epoca degli ambienti.
Sull'angolo del palazzo si vede una statua moderna di Giulia di Barolo.







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