PALAZZO DUCALE DI MANTOVA
ACCESSIBILITA'
Il percorso è parecchio labirintico perché per vedere l'intero palazzo bisogna prendere vari ascensori e servoscala, ma alla fine c'è solo una sala che ha degli scalini per entrare.
Il bagno disabili era abbastanza pulito.
COSA C'E' DA VEDERE
Il primo nucleo del palazzo risale a prima del '300 ed era di proprietà dei Bonacolsi, i Gonzaga ne presero possesso dopo aver conquistato il potere su Mantova, la sua facciata attuale è stata rifatta nel Novecento sulla base del dipinto che vi ho mostrato nel post sulla Camera degli Sposi.
Il palazzo è stato varie volte ampliato e decorato, uno dei dipinti più antichi sopravvissuti nel palazzo è questo di Pisanello Le imprese di Bohort, un episodio tratto dal ciclo arturiano, Bohort era infatti il cugino di Lancillotto. In questa scena si sta svolgendo un torneo.
Devo dire che quando si visita il palazzo si finisce per perdere l'orientamento non solo a causa delle sue dimensioni, ma anche del caos causato dai continui rifacimenti. La Sala dello Zodiaco ne è un esempio: il soffitto venne decorato con i segni zodiacali nella seconda metà del '500, quando la sala faceva parte dell'appartamento di Guglielmo Gonzaga, ma due secoli più tardi le pareti vennero completamente modificate perché Napoleone ne fece la propria camera da letto, mentre le stanze adiacenti erano state riadattate per ospitare un ciclo di arazzi sotto il dominio asburgico.
L'appartamento di Guglielmo comprendeva anche una grande sala che in origine era usata come refettorio ed era un loggiato aperto, fino al 1770 quando gli Asburgo fecero completamente ridecorare l'ambiente. Lungo le pareti corte vennero costruite due nicchie che imitano delle grotte e sul soffitto venne dipinto Fetonte che chiede in carro del Sole ad Apollo. Alle pareti compaiono le allegorie di sei fiumi, i più importanti della zona, per cui il nuovo salone prese il nome di Sala dei Fiumi.
Ma se in origine la sala era un loggiato, su cosa si affacciava? Su un giardino pensile, questo giardino quadrato si trova infatti al livello del primo piano rispetto al piano di calpestio della piazza su sui affaccia il palazzo.
A partire dal 1536 il vecchio palazzo non sembrava più abbastanza grande, dunque Federico II Gonzaga incaricò Giulio Romano di edificare una nuova ala: la Corte Nuova. Qui varie sale rimandano all'antichità come la Sala dei Cesari, che è ornata da vari ritratti di imperatori romani e varie sale con episodi della guerra di Troia, in questo caso il mito di Laocoonte, ucciso da due serpenti per aver cercato di dissuadere i suoi concittadini troiani dal portare in città il cavallo di legno.
Anche la maggior parte dei corridoi di passaggio tra un'ala e l'altra sono affrescati principalmente con dipinti a grottesche.







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