TEMPIO MALATESTIANO A RIMINI
ACCESSIBILITA'
L'ingresso disabili è un po' nascosto ma c'è. Bisogna passare dal cortile della curia, che si trova sul lato sinistro della chiesa.
COSA C'E' DA VEDERE
Ormai potrei farne un mantra: questa chiesa è palesemente incompiuta. Qui però almeno per una volta il problema principale non fu la mancanza di fondi, ma la politica. La Cattedrale di Santa Colomba (questo il suo nome ufficiale), fu voluta dal signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta, che però nel 1460 entrò in contrasto con il papa Pio II e finì scomunicato, perdendo gran parte dei suoi territori; di conseguenza i lavori per la chiesa vennero interrotti. A progettare l'esterno era stato Leon Battista Alberti, che ideò un rivestimento di marmo per lasciare intatta la chiesa precedente.
L'interno invece venne progettato e decorato da Matteo de' Pasti e Agostino di Duccio, che idearono una pianta a navata unica con grandi cappelle laterali. Le parti più decorate sono proprio i pilasti che delimitano le cappelle, anche qui però il progetto non arrivò mai a termine e infatti tutta la parte sopra gli archi e l'intera abside sono prive di decorazioni.
La chiesa venne inoltre pesantemente bombardata e nei restauri si decise di eliminare una parte delle aggiunte settecentesche, ad essere posizionato qui fu però un affresco di Piero della Francesca, proveniente dalla Cella delle Reliquie, che rappresenta Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato in preghiera davanti a San Sigismondo.
Il Tempio Malatestiano era stato costruito anche come luogo di sepoltura della famiglia Malatesta e infatti, anche se in una sepoltura un po' sacrificata, Sigismondo infatti morì dopo una serie di problemi politici che gli costarono gran parte dei suoi territori, nel 1468 gli era rimasta la sola Rimini.
Ben più ricco è il sepolcro della sua terza ed ultima moglie Isotta degli Atti. Il loro fu probabilmente un matrimonio d'amore, visto che i due avevano avuto una relazione e dei figli ben prima di convolare ufficialmente a nozze e che Sigismondo non aveva alcun motivo politico per sposarla. Isotta non fu una donna che rimase in secondo piano, governò a più riprese sia Rimini che gli altri territori dei Malatesta, cercando di salvare quel che ne restava dalle mire dei pontefici durante le assenze del marito, poi come reggente del figlio.





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