TORINO
ACCESSIBILITA'
La città è abbastanza pianeggiante, anche se andando verso il Po le strade sono leggermente in discesa.
I portici in generale non hanno molte barriere architettoniche.
COSA C'E' DA VEDERE
A pochi passi dal duomo si può ancora vedere una delle porte di accesso alla città romana di Augusta Taurinorum, ovvero il primo nucleo della futura Torino: la Porta Palatina. Eccezionale il fatto che conservi ancora delle torri alte più di trenta metri pur avendo duemila anni, ma qui c'è un piccolo trucco. Questa porta venne costruita nel I secolo a.C., ma continuò a svolgere il suo ruolo fino al XVIII secolo, dunque la struttura non venne rimaneggiata più di tanto a parte l'aggiunta dei merli sulle torri e la chiusura di alcuni varchi. I guai per lei arrivarono con Vittorio Amedeo II, che nel riorganizzare la pianta di Torino spostò l'ingresso e pensò anche di farla abbattere, fortunatamente l'ingegnere Antonio Bertola convinse il duca a conservare la porta in quanto monumento storico, ma la struttura venne trasformata in carcere e poi cadde in disuso. Dopo il 1860 nei pressi della porta vennero ritrovati i resti del teatro romano e quindi si decise di restaurarla, abbattendo anche le abitazioni che nel corso dei secoli erano state addossate alla struttura.
Qui invece ci spostiamo in Piazza San Carlo e nell'angolo vicino alla chiesa di San Carlo troviamo un piccolo dipinto che raffigura la Sacra Sindone, che ricorda due eventi: il trasferimento della reliquia da Chambery a Torino ed il pellegrinaggio compiuto dall'Arcivescovo Carlo Borromeo (poi santificato), che venne si recò a piedi da Milano a Torino per venerare la Sacra Sindone. Altri quadretti con la sindone si trovano in giro per il centro a testimonianza di quanto la reliquia fosse preziosa per la dinastia sabauda.


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