BASILICA DI SAN FRANCESCO A PIACENZA
ACCESSIBILITA'
La chiesa è accessibile dal portico sul lato destro.
COSA C'E' DA VEDERE
La chiesa venne fondata poco dopo la metà del '200 per volere di Ubertino Landi, come tentativo di riappacificazione tra Guelfi e Ghibellini. Lo stile della facciata in parte a vento si ispira alle chiese della Borgogna.
Ovviamente la parentesi napoleonica non giovò al convento francescano annesso alla basilica, che dovette essere abbandonato, infine demolito negli anni '40. Del chiostro si sono salvati solo due lati con qualche lunetta dipinta, di cui però non è facile indovinare il soggetto.
La controfacciata è dominata da un grande dipinto che in origine si trovava nel refettorio del convento e che rappresenta la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, ovvero l'episodio in cui Gesù sfamò migliaia di persone con solo un canestro che conteneva cinque pani e due pesci.
La chiesa ha alcune cappelle notevoli, come quella dedicata alla Madonna di Lourdes, che riproduce la grotta, e quella dell'Immacolata Concezione, affrescata da Giovan Battista Trotti, detto il Malosso.
A completare la rassegna delle opere d'arte, un gruppo scultoreo barocco opera di Luca Reti che raffigura il Compianto sul Cristo morto, una presenza abbastanza ricorrente nelle chiese emiliane.
La presenza della bandiera italiana accanto al pulpito ricorda che in questa chiesa il 10 marzo 1848 si svolse il plebiscito per l'annessione al regno di Sardegna, che di lì a poco sarebbe diventato il regno d'Italia; Piacenza fu la prima città emiliana a farlo e per questo ricevette da Carlo Alberto di Savoia il titolo di Primogenita.






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