PORTO DI TRAIANO AD OSTIA

ACCESSIBILITA'

L'area archeologica si trova in campagna e ha qualche dislivello.

I sentieri sono ben battuti ed in generale facilmente percorribili.

Il bagno disabili si trova vicino all'uscita e bisogna chiedere la chiave in biglietteria. 

COSA C'E' DA VEDERE 

Le rovine, ormai interrate, del più grande porto commerciale di Roma, voluto dall'imperatore Traiano, purtroppo attualmente il sito è in fase di restauro, quindi non è completamente visitabile. Annesso al porto c'era un vastissimo complesso di magazzini organizzati lungo alcune strade porticate, una delle quali conserva ancora numerose colonne, sono grezze proprio perché questa è una zona di lavoro, dove passavano schiavi e al massimo funzionari e mercanti, non valeva proprio la pena di decorarla. Però il portico consentiva di spostare le merci all'asciutto e soprattutto le scorte di grano era di vitale importanza che non si bagnassero. 

I magazzini traianei erano divisi in stanze come questa da circa 400 metri quadri ciascuna. Ma cosa si stoccava qui in quantità esorbitanti? Soprattutto grano e cereali, Roma infatti era una città che aveva qualcosa come un milione di abitanti, per la maggioranza dei quali il pane era l'elemento base della dieta e se il suo prezzo saliva troppo potevano scatenarsi disordini popolari. Visto che la produzione locale non poteva produrre tanto grano, questo veniva importato dal Nordafrica, l'Egitto in particolare, ed in parte distribuito gratuitamente ai cittadini, in parte messo in commercio regolarmente per evitare che i prezzi salissero. 

Con il crollo dell'Impero Romano il porto cadde gradualmente in disuso, ma rimase comunque frequentato, visto che nel V secolo qui venne costruita una basilica cristiana, di cui rimangono le fondamenta e alcune tombe intorno, l'area venne poi definitivamente abbandonata nel XIV secolo, quando la chiesa crollò, dopo essere stata spogliata di ogni elemento riutilizzabile. 

Commenti

Post popolari in questo blog

PECCIOLI

MUSEO TATTILE STATALE OMERO AD ANCONA

BATTISTERO E MUSEO DIOCESANO DI CREMONA