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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

MUSEO DEL DEPORTATO A CARPI

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 ACCESSIBILITA'  Il museo è accessibile, per evitare i gradini che si trovano ad un certo punto basta tornare all'ingresso e farsi aprire il passaggio dalla biglietteria. COSA C'E' DA VEDERE All'ingresso questi pannelli di cemento riportano i nomi dei principali campi di concentramento nazisti. Poco vicino a Carpi sorgeva infatti il campo di transito di Fossoli, dal quale passarono moltissimi deportati italiani prima di finire nei campi da lavoro o di sterminio veri e propri. I reperti dei campi di concentramento sono pochi, ma significativi. Questo triangolo rosso, che contrassegnava i deportati per motivi politici, ci ricorda che i regimi fascista e nazista non hanno perseguitato solo gli ebrei, sebbene su di loro si siano accaniti maggiormente, ma in generale chiunque non la pensasse come loro (i dissidenti politici), gli omossessuali, non rientrasse nella cultura in cui si identificavano (le etnie minori come i rom o gli abitanti dei territori occupati) o fosse ...

ORTO BOTANICO DI MODENA

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ACCESSIBILITA' Il problema principale è la ghiaia, è ovunque e ce n'è tanta. L'aula storica ha degli scalini per entrare. Anche la collinetta è accessibile solo con le scale. COSA C'E' DA VEDERE                                        L'orto, da quando venne fondato, nel 1758 per volere del Duca Francesco III d'Este, è diviso in due parti: una con le aiuole destinate alla coltivazione delle piante officinali, che comprende anche una fontanella, l'altra è la montagnola, destinata alle specie arboree. La vasca della fontana non è solo ornamentale, serviva per coltivare le piante acquatiche e forniva l'acqua per irrigare il giardino.                     Nel progetto originale i ritratti dei botanici che decorano l'aula storica avrebbero dovuto essere realizzati a bassorilievo, ma per mancanza di fondi vennero dipinti in monocromo ad imitazione...

CHIESA DI SAN VINCENZO A MODENA

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 ACCESSIBILITA'  L'ingresso laterale ha una salita... però per salire sul marciapiede ci sono soltanto scalini.  COSA C'E' DA VEDERE                     La facciata è abbastanza sobria, ma gli interni barocchi sono spettacolari...                                          ... per lo meno quelli che sono rimasti dopo che i bombardamenti distrussero completamente la cupola e la zona dell'abside. Solo l'altare si è salvato. Tra l'altro il fatto eccezionale per Modena è che sia interamente fatto di marmo. Ma quando la dinastia Este cominciò ad utilizzarla per tumularvi i membri della famiglia ducale, volle commissionare un altare in marmo e non in scagliola.  Nella prima cappella di sinistra è presente una tela del Guercino, gravemente danneggiata dopo essere stata trafugata nel 2014 e recuperata tre anni dopo, rapprese...

BASILICA MINORE DI SAN BENEDETTO ABATE A GONZAGA

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 ACCESSIBILITA'  La chiesa è accessibile.  Per arrivare alla cappella ed al retro dell'abside ci sono degli scalini. COSA C'E' DA VEDERE Sebbene la facciata sia stata rimaneggiata un secolo fa, un edificio di culto era presente qui fin dal X secolo, sotto il controllo della famiglia Canossa, che la affidò al monastero di San Benedetto in Polirone. In origine l'ingresso era protetto da un protiro, abbattuto nel 1925, di cui è ben visibile l'impronta sulla facciata.                                          Nelle stanze sul retro è ben visibile l'abside di epoca matildica, caratterizzata da queste semicolonne che la dividevano in nove parti. Le fondamenta molto basse svelano inoltre quanto si sia alzato nei secoli il livello del terreno.  La pala d'altare che rappresenta la Madonna col Bambino e i santi Benedetto e Giovanni evangelista , venne eseguita da Rinaldo Man...

EX CONVENTO DI SANTA MARIA A GONZAGA

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 ACCESSIBILITA' Il vecchio convento è accessibile. Dovrebbe ospitare la biblioteca del paese, quindi è possibile che i bagni disabili da qualche parte ci siano.  COSA C'E' DA VEDERE Oggi la facciata è questa perché la chiesa è stata demolita, sul muro si nota ancora l'impronta delle cappelle laterali. Il convento venne fondato qui nel 1490 da Girolamo Redini, un cortigiano di Francesco II Gonzaga, come ringraziamento alla Madonna dopo che il marchese era uscito indenne da una caduta da cavallo.  Il chiostro è rimasto pressoché intatto, ma dopo la soppressione del convento i locali che vi si affacciano ebbero varie destinazioni d'uso, diventando per un certo periodo anche abitazioni private.  Nei locali sono sopravvissuti alcuni affreschi, proprio all'ingresso troviamo un San Girolamo. Mentre in tutto il chiostro è narrata la storia della vita di Sant'Alberto degli Abati primo esponente dell'ordine dei Carmelitani Scalzi ad essere canonizzato, il convento...

VILLA ALESSIA A PALIDANO

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 ACCESSIBILITA'  Nel cortile per raggiungere la villa c'è la ghiaia. Le sale più belle si trovano al piano terra e per entrare c'è uno scalino. Per arrivare al primo piano ci sono due rampe di scale.  La villa viene usata per eventi, quindi da qualche parte i bagni dovrebbero esserci; ma non ho visto dove.  COSA C'E' DA VEDERE                      L'edificio all'esterno è molto semplice, mentre all'interno del muro che delimita l'ingresso troviamo un dipinto con un Tromple-l'oeil .                                          All'interno è un trionfo di dipinti a grottesche che prediligono temi floreali. Nell'ingresso compare addirittura una mongolfiera in difficoltà; non è un vezzo del pittore, ricalca un episodio realmente accaduto quando una mongolfiera dovette atterrare nel giardino della villa.    ...

PARCO DI VILLA STROZZI A GONZAGA

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 ACCESSIBILITA' Il giardino è percorribile abbastanza facilmente, anche se in alcuni punti c'è un po' di ghiaia. La villa non è visitabile, ospita una scuola. Attenzione alle zanzare, vi prendono letteralmente d'assalto.  COSA C'E' DA VEDERE Una dimora padronale con annesso giardino è documentata in questo punto fin dal '400, per questo il parco ospita svariati alberi centenari.                                         La villa venne poi ristrutturata due secoli più tardi dalla famiglia Strozzi e nel parco venne aggiunta una ghiacciaia che si trovava sotto questa montagnola e che veniva usata per conservare i cibi e per stupire gli ospiti servendo qualche bibita fresca in estate. A noi oggi sembra una cosa scontata, ma prima dell'invenzione dei frigoriferi l'unico modo per rinfrescare una bevanda era usare della neve o del ghiaccio, che si potevano conservare fino all'estate in l...