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CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA A CASTELFRANCO EMILIA

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 ACCESSIBILITA' La chiesa è accessibile da una piccola porta sul retro, anche se dovesse sembrare chiusa provate a spingere, probabilmente è soltanto accostata. L'entrata davanti ha due scalini. COSA C'E' DA VEDERE Sebbene una chiesa in questo luogo sia documentata sin dal XIII secolo, l'edificio subì dei rifacimenti a partire dall'800 e l'attuale facciata venne completata nel 1921. Le due statue tra i portoni sono facilmente identificabili come Pietro e Paolo, quelle più in alto forse bisogna pensarci un po' di più. Entrambi hanno le ali, ma non sono semplici angeli, guardando la facciata quello alla vostra sinistra è l'Arcangelo Gabriele, lo si riconosce dai fiori che spesso ha in mano nelle rappresentazioni dell'Annunciazione, a destra c'è l'Arcangelo Michele, è l'unico angelo a portare una spada.  L'interno della chiesa venne rifatto un po' prima della facciata, lo stile neoclassico mostra chiaramente che ci troviamo nel t...

CHIESA ABBAZIALE A SAN BENEDETTO PO

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 ACCESSIBILITA'  Il grosso della chiesa è accessibile.  L'area del coro presenta una decina di scalini parecchio ripidi ed una porta abbastanza stretta. Per accedere alla sacrestia ci sono altri due gradini. Comunque la sacrestia, il coro, la tomba di Matilde e l'oratorio di Santa Maria sono visibili soltanto con la visita guidata. COSA C'E' DA VEDERE Vi ho già raccontato che il complesso venne fondato da Tebaldo da Canossa, il nonno di Matilde di Canossa; tuttavia nessuno dei due vide mai la chiesa con questo aspetto, perché l'intera basilica venne rimodernata nel '500 da Giulio Romano su ordine dei Gonzaga. Giulio Romano però era molto rispettoso dei monumenti del passato e rispettò il più possibile l'impianto originale dell'edificio, tanto che se lo si guarda dal lato, si può ancora intravedere la facciata originaria.  Giulio Romano era anche un grande estimatore dell'arte antica, tanto che dopo aver ammirato i dipinti della Domus Aurea a Rom...

MUSEO CIVICO POLIRONIANO A SAN BENEDETTO PO

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 ACCESSIBILITA' Il museo è accessibile.  Il bagno non era pulitissimo.  COSA C'E' DA VEDERE Il museo è ospitato nei locali dell'ex monastero. Dopo l'abbandono rimane poco della sistemazione originaria, ma qualche ambiente si può ancora individuare.                                    Come lo scriptorium , ovvero la stanza dove i monaci amanuensi trascrivevano i testi, riconoscibile proprio grazie all'affresco di un amanuense sulla porta; c'è poi la Biblioteca Monastica uno degli ultimi locali realizzati perché commissionata nel '700 da Maria Teresa d'Austria, per promuovere l'istruzione in tutti i suoi domini. Dopo l'estinzione dei Gonzaga la Lombardia era infatti passata sotto il controllo degli Asburgo.                                          Nelle altre sale possiamo scoprire l...

MONASTERO DI SAN BENEDETTO IN POLIRONE A SAN BENEDETTO PO

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 ACCESSIBILITA' In realtà il giro completo, oltre ai locali dell'ex monastero, comprende anche la chiesa abbaziale e il Museo Civico Polironiano, ma c'è troppa roba per un post unico.  Il complesso è aperto nei weekend ed è disponibile la visita guidata, vi consiglierei di prenderla, perché sebbene duri quasi tre ore è molto interessante e vi permette di accedere ad alcuni locali altrimenti chiusi.  Le cantine cinquecentesche non sono accessibili perché c'è una scala. Il refettorio e i chiostri invece presentano soltanto qualche piccolo scalino sparso. Il primo piano è raggiungibile con l'ascensore. I bagni si trovano lungo il percorso del museo.  COSA C'E' DA VEDERE Appena si arriva ci si accorge che la chiesa ha una particolarità: questa serie di statue sul lato della facciata. In realtà c'è il trucco: un tempo il paese non esisteva e gli edifici che si trovano proprio di fronte a questa struttura, sull'altro lato della piazza, erano le stalle e l...

CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA A CARPI

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 ACCESSIBILITA' La chiesa è accessibile.  COSA C'E' DA VEDERE La facciata della chiesa mescola elementi classici e barocchi, la chiesa venne infatti progettata nel '500, ma finita solo alla fine del secolo successivo, quindi le decorazioni vennero in parte adattate alla moda del momento.                                        Eppure le decorazioni interne sembrano un po' più recenti... se i dipinti che decorano le pareti vi danno l'idea di essere decisamente ottocenteschi non sbagliate; solo sul finire del XIX sec. l'interno della chiesa venne finalmente dipinto, anche se fortunatamente si ebbe il buonsenso di ispirarsi a modelli rinascimentali. Anche se nel Cinquecento dubito fortemente che qualcuno avrebbe dipinto sulle volte di una chiesa delle decorazioni simili a grottesche. All'interno la chiesa sembra quasi tappezzata di marmi lungo le pareti, in realtà qui di marmo ce n'...

MUSEO EGIZIO DI BOLOGNA

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 ACCESSIBILITA' Il museo egizio è una sezione del museo archeologico. Per arrivarci bisogna farsi accompagnare dagli addetti.  I bagni sono gli stessi del museo archeologico. COSA C'E' DA VEDERE Guarda chi rispunta: Horemheb! Nel museo sono conservati alcuni bassorilievi provenienti da una delle sue tre tombe. Come mai addirittura tre tombe? A causa delle vicende che ha attraversato. Horemheb ha cominciato la sua carriera già sotto il padre di Tutankhamon nella sua capitale, dove probabilmente si faceva chiamare Atenemheb e dove cominciò a farsi costruire una tomba, poi con l'abbandono della città Horemheb venne inviato a Menfi come generale e qui si fece costruire una seconda tomba; infine quando divenne faraone ovviamente optò per la Valle dei Re dove venne sepolto. Questo rilievo rappresenta una tenda da campo, dunque indovinate a quale delle tre apparteneva? Esatto, alla seconda, dove furono inumate le sue due mogli. Tra l'altro questi rilievi, oltre a mostrarci...

MUSEO ARCHEOLOGICO DI BOLOGNA

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 ACCESSIBILITA' Il museo è accessibile, bisogna soltanto chiedere agli addetti di essere accompagnati all'ascensore.  Durante il percorso ci sono delle copie di alcuni oggetti esposti perché i non vedenti le possano toccare. Anche per raggiungere il bagno disabili bisogna chiedere agli addetti, almeno lo tengono pulito.  COSA C'E' DA VEDERE Il museo archeologico comprende soprattutto reperti etruschi, Bologna infatti, o forse dovrei usare il nome originale Felsina, venne fondata dagli etruschi.  Questo bronzetto, stranamente non proviene da una tomba, ma da un luogo di culto, si è conservato integro perché venne sepolto in un pozzo probabilmente quando il santuario venne abbandonato; mi sembra di aver già accennato al fatto che quando un luogo sacro perdeva la sua funzione, gli oggetti votivi non venivano gettati via, ma sepolti con rispetto in quanto considerati sacri. Ma chi rappresenta la statuetta? Dalla veste si intuisce che la figura è femminile, mentre il fior...